L’Africa protagonista della IX edizione di Con-vivere Oltre 70 eventi ad ingresso gratuito nel festival della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara per conoscere il “Cuore del Pianeta”

Massimo Alberizzi, Remo Bodei, Federico Bonaglia, Massimo Campanini, Francesco Cavalli Sforza, Daniela Colombo, Giobbe Covatta, Enrica Chiappero Martinetti, Marta Dassù, Angelique Kidjo, Nicola Labanca, Enzo Nucci, Giancarlo Perego, Igiaba Scego, Massimo Toschi, Efrem Tresoldi, Walter Veltroni. E poi ancora i giornalisti Myrta Merlino de “La7”, il consigliere politico dell’attuale Vice Ministro agli Affari Esteri, Jean-Léonard Touadi, il capo-redattore di “Sette”, Edoardo Vigna.

E’ questo il parterre d’eccezione che, dal 5 al 7 settembre a Carrara (MS), ci guiderà nel tema di quest’anno “Africa: il cuore del Pianeta” attraverso un dibattito come sempre multidisciplinare che spazierà dalla politica all’economia, dall’antropologia alla letteratura senza trascurare gli apporti fondamentali del cinema, della musica e delle tradizioni gastronomiche, con l’obiettivo dichiarato di restituire un ritratto vivido e autentico del vicino “continente nero” che vada oltre visioni immobili e stereotipate.

Ed è proprio a partire da quell’immagine esotica e mitizzata dell’Africa, tipica dei secoli passati, che si aprirà la discussione, venerdì 5 settembre alle 17.30, presso il sagrato della Chiesa del Suffragio con la fondamentale introduzione al tema del direttore scientifico, Remo Bodei. Come viene dipinta l’Africa nella proiezione mentale dell’uomo occidentale e quant’è distante questo affresco dalla situazione contemporanea? Sono queste le domande che nella conferenza intitolata “Il continente nero. L’Africa nell’immaginario europeo e nella realtà attuale” daranno il là alla manifestazione.

Il festival entrerà subito nel vivo, quindi, con l’intervento di un vero esperto dell’Africa, mosso da un genuino sentimento d’amore per il continente, l’attore e comico Giobbe Covatta. Grazie alle sue parole, in un dialogo con la giornalista Myrta Merlino, nuovamente presso il sagrato della Chiesa del Suffragio, alle 19.00, conosceremo meglio le urgenti problematiche della povertà e della sostenibilità ambientale che affliggono questa terra.

Nella prima giornata non poteva poi mancare un doveroso approfondimento sui rapporti intercorsi fra il nostro paese e gli Stati centrali e settentrionali africani nell’epoca coloniale. Un focus questo che animerà l’argomentazione dello storico dell’Università di Siena, Nicola Labanca, in programma alle 21.30 a Palazzo Binelli.

Dopo questa iniziale panoramica il festival si farà sempre più sfaccettato e poliedrico. Il sabato aprirà all’insegna dello studio antropologico dell’Africa pre-coloniale nell’appuntamento con il professore di etnografia dell’Università di Torino, Francesco Remotti, che prenderà il via alle 10.00 presso il Sagrato della Chiesa del Suffragio. Lo seguirà un’incursione in un territorio già calcato da Con-vivere, nell’edizione 2012, ovvero la scottante situazione dei paesi della “Primavera araba” che osserveremo grazie alla lente d’ingrandimento del professore di Storia dei Paesi Islamici dell’Università di Trento, Massimo Campanini, in calendario, sempre al sabato mattina, alle 11.30, nella medesima location.

Nel pomeriggio, alle 16.00, in Piazza Matteotti, compiremo un tuffo nella letteratura incontrando la scrittrice Igiaba Scego, vincitrice del Premio Mondiello 2011. La Scego ben rappresenterà nel suo intervento le idiosincrasie identitarie dei cittadini di origine straniera, figli delle migrazioni. Un tema questo delle migrazioni che sarà ripreso e analizzato sotto una diversa prospettiva nell’appuntamento con Monsignor Giancarlo Perego, direttore di Migrantes, alle 18.00, presso il cortile dell’Istituto delle figlie di Gesù, coordinato dal giornalista Angelo Mastrandrea. Nell’incontro saranno approfonditi i rapporti fra la povertà e i movimenti delle popolazioni con un occhio attento al problema della carestie. Proprio per questo motivo questo dibattito ha ricevuto il prestigioso patrocino di Expo 2015.

Fra gli eventi più attesi del sabato non dobbiamo dimenticare poi l’incontro col politico Walter Veltroni che, a partire dalla sua esperienza in prima persona, ha cucito un rapporto strettissimo con vari paesi del continente africano che sfociano nei suoi numerosi saggi e nel suo impegno per la cancellazione dei debiti del Terzo Mondo. Per ascoltare la sua opinione, bisognerà fermarsi al sagrato alla Chiesa del Suffragio, alle 17.00.

Ancora, nella stessa giornata avremo la possibilità di conoscere meglio la situazione del Sudafrica post Mandela nell’intervento del padre comboniano Efrem Tresoldi: missionario attivo in questo paese e direttore della rivista “Nigrizia”, Tresoldi ha incontrato personalmente il leader della lotta contro l’apartheid in diverse occasioni. La sua conferenza si terrà alle 19.00, presso il sagrato della Chiesa del Suffragio.

A luci già accese, tireremo le somme di molti degli argomenti toccati nella giornata nel confronto con la docente di politica economica dell’università di Pavia e coordinatrice del gruppo di lavoro sulle dimensioni dello sviluppo tra sostenibilità ed equità per il Laboratorio Expo 2015 e Fondazione Feltrinelli, Enrica Chiappero Martinetti, in programma alle 21.30 a Palazzo Binelli. Non a caso si parlerà di “Sostenibilità sociale dello sviluppo” un tema centrale per il futuro del continente africano e sviluppato anche da Expo 2015 che, infatti, ha dato il patrocinio anche a questo incontro.

La domenica, la discussione si amplierà in maniera sempre più specifica: i conflitti e i possibili percorsi risolutivi nella conferenza che aprirà la giornata (ore 10.00, sagrato della Chiesa del Suffragio) del Consigliere della Regione Toscana per la Cooperazione internazionale e per i Diritti delle persone disabili, Massimo Toschi, e intitolata significativamente “Abilità per la pace”; la prospettiva antropologica-scientifica con cui scandagliare “la culla dell’umanità” del docente di genetica e antropologia Francesco Cavalli-Sforza, alle 11.30, sempre presso la Chiesa del Suffragio. E poi ancora lo studio delle “tendenze, rischi e opportunità dell’Africa emergente” nell’incontro fra l’esperto di globalizzazione e paesi in via di sviluppo, vice-direttore dell’OCSE Federico Bonaglia e il giornalista Edoardo Vigna, che avverrà alle 16.00 in Piazza Matteotti.

La manifestazione organizzata dalla Fondazione CRC non poteva tralasciare uno sguardo di genere per il quale propone un dialogo fra Daniela Colombo, co-fondatrice di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) e la cantante Angelique Kidjo, Ambasciatrice Unicef alle 17.30 presso il Cortile dell’Istituto delle figlie di Gesù.

Di particolare importanza sarà infine l’opportunità che avremo di conoscere da vicino le attività di uno dei centri di cura d’eccellenza del territorio, l’ Ospedale del Cuore di Massa che ci darà l’incontro con il presidente della Onlus “Un Cuore un mondo”, Mario Locatelli, Luciano Ciucci, Direttore generale della Fondazione Toscana G. Monasterio, Bruno Murzi, responsabile del Dipartimento Pediatrico Fondazione G.Monasterio e l’ambasciatore dell’Eritrea Fessahazion Pietros riuniti assieme nella presentazione del progetto “Operare al cuore dell’Africa” che si terrà, alle 17.00, a Palazzo Binelli.

Naturalmente, come ogni anno, non mancherà la tavola rotonda conclusiva a cui parteciperanno l’inviato RAI Enzo Nucci, il giornalista Massimo Alberizzi, e l’esperta di politica internazionale, ex vice-ministo degli Esteri, Marta Dassù. La conferenza, in calendario alle 18.30, tenterà di tratteggiare i contorni dei possibili scenari dell’“Africa di domani”, anche alla luce di quanto emerso nei 3 giorni di dibattito, e di rispondere ad alcune delle domande poste all’inizio della manifestazione.

Anche la IX edizione si mantiene fedele alla formula collaudata del festival che non si ferma ai soli incontri di parola ma anzi crede fortemente nella valenza comunicativa di spettacoli, mostre, appuntamenti gastronomici, spazi dedicati ai bambini ed altro ancora, coinvolgendo più di dieci sedi del centro storico di Carrara.

Ed allora ecco che uno spazio da regina avrà, come sempre, la settima arte grazie al cartellone messo a punto da Tilde Corsi che ci offrirà un assaggio di quanto di meglio è stato prodotto in Africa in campo cinematografico. Mediante una selezione che va dal noir alla commedia, al musical e al documentario viaggeremo fra Senegal, Congo e Burkina Faso, guidati dall’occhio di grandi registi come Djibril Diop Mambéty, Dyana Gaye, Sembène Ousmane. La ciliegina sulla torta sarà l’incontro con il regista fiorentino Clemente Bicocci, prima della proiezione del suo film “Africa nera, marmo bianco”, sabato 6 settembre, alle 21.00, al cinema Garibaldi.

Ugualmente, non rimarranno a bocca asciutta gli amanti delle arti figurative che potranno soddisfare il proprio palato grazie a un bouquet di mostre davvero varie. Dalla personale fotografica di Patrizia Bonanzinga sul Mozambico “Time Lag”, che sarà presentata da Jean-Léonard Touadi sabato 6 alle 18.00 a Palazzo Binelli alla presenza dell’artista, ai 45 scatti della collettiva di “One day in Africa”, curata dalla rivista “Africa”, per passare poi alle esposizioni a carattere più documentaristico di Emergency, OPA e Ufficio Missionario della Diocesi. Letture del tutto peculiari del tema manifestazione saranno infine quelle suggerite dai Laboratori Nicoli nella mostra “Amore” e dalla personale di Matteo Dentoni “c@lore”.

Novità di questa edizione, il coinvolgimento della città di Massa, che entra a far parte del palinsesto del festival con una proposta di primo piano: uno spaccato della raccolta di sculture del Camerun, a cavallo fra arte e antropologia, donate dall’artista argentino Julio Silva e dalla moglie Catherine Lecuillier Silva al Comune di Massa che sarà allestita al Palazzo Ducale, con il titolo “N’kosi Sikelele Africa”. L’esposizione proseguirà anche dopo la chiusura del festival, fino al 31 ottobre.

Altre mostre saranno poi visitabili nei locali della Biblioteca Civica cesare Lodovici, nel Liceo Artistico Artemisia Gentileschi, con i lavori degli studenti e un’installazione di Massimo Bertolini, per finire con l’esposizione dell’opera di Mattia Pegollo, a cura dell’associazione “la pietra vivente”, allestita presso la Piazza del Duomo.

Un altro elemento originale di quest’edizione mostrerà il lato più interattivo e social del festival: nella mostra “DNAfrica”, realizzata in collaborazione con instagrammers Massa-Carrara e Club Fotografico Apuano, saranno infatti esposti una selezione dei migliori scatti proposti sulla app. instagram per il challenge “DNAfrica. L’Africa intorno a noi”.

E che dire del cartellone musicale? Un’ampia rassegna che colorerà le nostre serate coi paesaggi sonori dell’Africa, portandoci in volo dal Sudafrica al Senegal al Mali, senza dimenticare incursioni in territori di note occidentali, fra cui indimenticabili opere classiche del periodo coloniale.

Sempre più ampio anche il coinvolgimento della città di Carrara: ristoranti per i menu a tema; bar e gastronomie per “pranzi al volo” a prezzi convenzionati; la Biblioteca civica nel programma per i bambini con la proposta “Fiabe Africane”; l’ Istituto Alberghiero Minuto con vari appuntamenti dedicati all’eno-gastronomia. Si conferma anche l’iniziativa CarrarAperta con la possibilità di visitare a prezzo convenzionato, ed in alcuni casi su appuntamento, alcuni dei musei della città durante lo svolgimento di con-vivere festival. Moltissime poi, con un’adesione crescente al festival da parte delle realtà culturali attive sul territorio, le iniziative collaterali che includono reading, esposizioni, spettacoli e conferenze.

Il programma completo con luoghi ed orari dei vari eventi è disponibile sul sito internet www.con-vivere.it, portale su cui si possono anche scorrere le gallerie video e fotografiche delle edizioni precedenti della rassegna e punto di riferimento per essere costantemente aggiornati sulle novità. Per i più social, fondamentale in questo senso
anche la pagina facebook del festival, regolarmente aggiornata.

Il Festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, si svolge sotto il patrocinio del Comune di Carrara e della Regione Toscana e ha ricevuto in questi anni, per il suo valore culturale, l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica. Alcuni degli eventi in programma, come già detto, hanno avuto il Patrocinio di EXPO 2015.

Contribuiscono a questa edizione Cassa di Risparmio di Carrara, Conad, Santucci Group, Studi d’Arte Cave Michelangelo, Cooperativa Cattolica Costruzioni Edili, Cooperativa Cavatori Gioia.

Mediapartner sono: Ttnews24, Radio Nostalgia Toscana, Mentelocale.it

Percussioni, balli, canti e melodie classiche Tutto il meglio della musica d'Africa e sull'Africa nel cartellone live di Con-vivere. Interamente gratuito

Mancano poche settimane all’apertura del festival Con-vivere e il programma si fa sempre più fitto. Tanti sono gli appuntamenti che ci faranno ballare e divertire al ritmo dell’Africa, il continente che andremo a scoprire nella nona edizione della rassegna culturale organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, in programma dal 5 al 7 settembre. Con una panoramica veramente a 360 gradi che spazia dalle percussioni, alle dolci ballate per finire con la musica classica andremo a conoscere il linguaggio forse più rappresentativo del “Cuore del Pianeta”, capace di raccontare aneddoti di vita quotidiana, antiche leggende, stati d’animo e riti ancestrali: l’espressione musicale.

E quest’anno l’offerta si fa ancora più ghiotta non solo perché tutti gli eventi che andranno a costituire la colonna sonora del festival saranno completamente gratuiti, ma anche perché il cartellone si arricchisce di una location eccezionale che accenderà le luci anche sulla città di Massa. A seguire il vernissage dell’inedita mostra di scultura N’kosi Sikelele Africa, la sontuosa architettura rossa di Palazzo Ducale ospiterà venerdì 5 settembre, alle 22.00, l’esibizione del maliano Ballakè Sissoko in Solo, performance che alzerà il sipario su tutto il calendario live di Con-vivere. Ballakè è noto per essere il virtuoso della kora, l’arpa-liuto, strumento tradizionale dell’etnia Mandinka, ma suonata tradizionalmente anche in Guinea, Guinea Bissau, Senegal, Burkina Faso e Gambia. Per la sua bravura Ballakè si è fatto notare da compositori del calibro di Ludovico Einaudi e dai musicisti Vincent Ségal, Toumani Diabaté, Taj Mahal, Stranded Horse, per nominarne solo alcuni, con cui poi ha anche collaborato. La kora di Ballakè ci incanterà col suo moto perpetuo: un vortice di melodie tradizionali rinvigorite da nuovi echi.

Contemporaneamente, alle 22.00, all’altro capo della Provincia, in Piazza Alberica, saranno la voce ammaliatrice del senegalese Woz Kaly e la musica della sua band a incatenarci sotto il palco. Conosciuto soprattutto come grande autore e interprete, Woz Kaly è dotato infatti di una timbrica morbida e travolgente, come il fiume che innaffia le radici, ma allo stesso forte come il legno delle foreste sacre del suo paese. Durante il suo percorso artistico, Kaly si è confrontato con diversi stili musicali e differenti scuole, tuttavia, è l’Africa che offre la partizione di questo gustoso mix di note, e il continente madre, a cui rimane saldamente radicato nella maggior parte dei suoi testi. Grazie alle sue sonorità multiple, la sua musica è in grado di toccare un vasto pubblico, sia esperto che principiante, e anche le orecchie, all’inizio restie, non restano chiuse a lungo. Ed è lui stesso a definire la sua musica come “un dipinto dove ognuno si ritroverà secondo la sua sensibilità e la sua esperienza, e come le persone, viaggia, si trasforma e si adatta”.
Dopo questo magico concerto potremo quindi chiudere la serata al Centro d’Arti Plastiche, nella suggestiva “Notte al museo” allietata dalle “Note da mondo”, in programma alle 23.00.

Sabato 06 settembre si riprenderà alla grande con il concerto serale della Y’akoto & band, alle ore 21.30, in Piazza Alberica. Grazie alla musica di Y’akoto impareremo a conoscere le contaminazioni delle sonorità africane che, sebbene saldamente ancorate alle proprie origini, non hanno paura di confrontarsi e quindi di accogliere elementi occidentali. Y’akoto (Jennifer Yaa Akoto), figlia di un ghanese e nata per caso ad Amburgo, esprime al meglio questa dualità: “Dopotutto la mia natura è questa: sono figlia di due mondi diversi e da quando sono nata cerco di mescolarli”.

D’altra parte l’incontro fra l’universo africano e la musica occidentale non si è manifestato solo dando origine a inediti e interessanti ibridi sonori e l’Africa, con tutto il suo carico di suggestioni romantiche, ha permeato di sé la produzione operistica classica. La lirica, da Mozart a Rossini, fino ai primi del Novecento, ha fatto proprio l’esotismo africano riscontrabile nei testi e nelle musiche di Aida, L’africana, L’italiana in Algeri. Ecco perché quest’anno ne ascolteremo le arie più famose nello spettacolo “Gloria all’Egitto e a Iside. Ispirazioni esotiche nell’opera lirica” a cura del Circolo Carrarese Amici della Lirica “A. Mercuriali”, sempre sabato 6 settembre, alle 21.30, in piazza Matteotti.

Concluderemo quindi la serata del sabato con un concerto davvero significativo che ci porterà dritti dritti in Sudafrica, nella lotta contro l’Apartheid, per conoscere la resistenza sotto il segno di Nelson Mandela. Sarà infatti la musica avvolgente dell’ensemble tutto al femminile sudafricano Mahotella Queens, a darci la buonanotte, alle 23.00, presso il Cortile dell’Istituto delle figlie di Gesù. Grazie alla loro miscela esplosiva di voci, colori, suoni, queste regine della musica si sono imposte nel panorama nazionale fino a quando il governo sudafricano non ha interrotto ogni loro attività a causa della discriminazione verso alcune forme culturali, specialmente di protesta. Da quegli anni la loro produzione e l’attività concertistica si è spostata in tutto il mondo e solo con la fine dell’apartheid è stato possibile far conoscere alle nuove generazioni dei musicisti sudafricani le glorie della loro eredità musicale. Mai, quindi, come a un concerto delle Mahotella si avrà occasione di unire allo svago la conoscenza e l’approfondimento del travagliato cammino per la libertà di un popolo, ascoltandone la parola più naturale, quella della musica, e raccogliendone il grido gioioso di speranza.

Domenica 07 settembre, per il gran finale, la proposta musicale di Con-vivere ci offrirà la gustosissima possibilità di conoscere dal vivo una delle protagoniste indiscusse della world music, la cantante beninese Angelique Kidjo. L’artista, nominata quattro volte ai Grammy, ha sempre rispettato la sua missione, riconoscibile fin dagli esordi, di creare un linguaggio comune tra diverse culture. D’altra parte basta scorrere il suo curriculum artistico per trovare collaborazioni con mostri sacri della musica quali Peter Gabriel, Joss Stone, Carlos Santana, Alicia Keys. Sue canzoni sono state incluse, inoltre, nelle colonne sonore di vari film di successo, tra cui Ace Ventura – Missione Africa, Street Fighter e Caro diario. Durante il concerto la Kidjo ci delizierà con il suo carisma e la sua potente voce spaziando dal jazz, alla salsa, al funk a partire ovviamente dalla makossa, uno dei generi dance più vivaci di tutta l’Africa Occidentale. Un concerto dunque emblematico dell’energia e della vitalità di un antico continente che guarda fieramente al futuro: il modo migliore per celebrare insieme tutti i colori dell’Africa.

La performer, prima di calcare il palco di Piazza Alberica per il concerto conclusivo del festival, ci racconterà la sua esperienza di Ambasciatrice dell’Unicef nella tavola rotonda con la co-fondatrice e Presidente di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) Daniela Colombo, dal titolo “donne d’Africa” in programma alle 17.30 presso il Cortile dell’Istituto figlie di Gesù.

Del resto il festival darà, come ogni anno, la possibilità al pubblico di cimentarsi in prima persona con le danze i ritmi caldi del continente preso in esame. Grazie anche alla collaborazione con Mama Africa Meeting, avremo la possibilità di imparare alcuni segreti dei balli della Costa d’Avorio sotto la guida del ballerino e coreografo Alain Franck Nahi divertendoci, al tempo stesso, con la musica dal vivo di Sekou Dembele e Dario Castiello. Lo stage di danza tradizionale “Doumdoum, djembe e ritmo” si terrà venerdì alle 20.00 in Piazza Matteotti e… chissà che alcuni di noi non si riscoprano ballerini nati!
A questo punto chi si perdesse quest’appuntamento non dovrebbe fare a meno di partecipare a un’altra travolgente session di danza, in programma questa volta la domenica, alle 20.00, ancora in Piazza Matteotti, organizzata da Associazioni Cittadini del Mondo e Fasim. Un evento che d’altra parte gli appassionati del festival conoscono bene, visto il successo della scorsa edizione, e che quest’anno porterà nel cuore dell’Africa con le percussioni di “Arcenciels”.

Tutti i concerti e gli spettacoli, come del resto tutti gli altri eventi di con-vivere, sono ad ingresso gratuito. Tutte le info sul sito www.convivere.it.

Ritratti d’Africa Al festival Con-vivere 12 mostre per scoprire il vero volto del continente nero

Grande spazio alle arti figurative nella nona edizione del festival Con-vivere, quest’anno incentrato sull’Africa: il cuore del Pianeta. Ben 12 saranno le esposizioni che spaziando dalla scultura alla fotografia, dalla pittura alle installazioni mostreranno al pubblico della manifestazione organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara un volto inedito del “continente nero”: per riflettere sulla sua storia e sulla sua sfaccettata identità culturale, lontano da stereotipi o visione romanzate.

Davvero eccezionale, in questo senso, la proposta del Comune di Massa che renderà pubblica per la prima volta una parte della raccolta di sculture del Camerun ricevute in dono dall’artista argentino Julio Silva e dalla moglie Catherine Lecuillier Silva, con il titolo “N’kosi Sikelele Africa”. Questa mostra, che sarà allestita nei suggestivi spazi del Palazzo Ducale di Massa, permetterà in particolare ai visitatori di confrontarsi con il complesso rapporto che intercorre fra arte, artigianato e ritualità, imprescindibile per calarsi nell’universo espressivo dell’Africa Nera. In questo contesto, le maschere assumono sicuramente un ruolo di primo piano, in quanto permettono all’individuo di estraniarsi dalla propria identità e di entrare in contatto con il mondo degli spiriti; ma anche vari oggetti apparentemente di uso comune rivestono importanti significati simbolici che definiscono ruoli e spazi gerarchici o mettono in connessione con gli antenati. Questi aspetti, dal taglio forse più etnografico, non hanno impedito tuttavia il formarsi di un linguaggio figurativo raffinato, ravvisabile nelle affascinanti creazioni il cui indubbio valore estetico sarà ammirabile durante l’esposizione. La mostra sarà inaugurata venerdì 5 settembre, alle 21.00, alla presenza del Sindaco del Comune di Massa, Alessandro Volpi, dei donatori Julio Silva e Catherine Lecullier Silva e del curatore Massimo Bertozzi.
La collezione resterà aperta ai visitatori fino al 31 ottobre. Orari: Venerdì, 16.00-24.00, Sabato, 10.00-24.00, Domenica, 10.00-23.00.

Del resto l’Africa ha sempre rappresentato per gli Occidentali un continente lontano e misterioso che, dall’Ottocento in poi, non ha mai smesso di sollecitare la nostra curiosità artistica. Gli occhi sensibili dell’arte si sono posati più volte su queste terre ed oggi molti sono gli autori che decidono di raccontare la loro personale visione sul continente per mezzo dei linguaggi a loro più congeniali: primo fra tutti, l’espressione fotografica. É questo il caso della collettiva “One day in Africa. Ventiquattro ore nella vita del continente vero”, mostra a cura della rivista Africa dei Padri Bianchi, che mette insieme 45 scatti di fotografi affermati e non, nel tentativo di restituire l’autentico quotidiano del continente africano. Le fotografie sono esposte secondo l’orario in cui sono state scattate – dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda – per ricostruire idealmente una giornata densa di vita, trascorsa alla scoperta di località e genti distanti tra loro migliaia di chilometri, ma accomunati dalla stessa vibrante energia. Si parte col risveglio nelle miniere dello Zambia e si termina alle prime luci del giorno dopo nei campi profughi del Saharawi, non senza aver cacciato in Tanzania, ballato in Sudafrica o gustato un aperitivo in Etiopia prima di scatenarsi, in serata ,nei pub del Botswana. Ne emerge l’immagine di un continente guizzante, quello con la popolazione più giovane al mondo, che guarda fieramente al futuro.
La mostra sarà visitabile negli spazi di Via Loris Giorgi (Fondo di Palazzo Pisani), venerdì, dalle 16.00 alle 24.00, sabato, dalle 10.00 alle 24.00, domenica, dalle 10.00 alle 23.00.

Ancora sul tempo, ancora sul vissuto quotidiano, una mostra dal carattere sicuramente diverso, ma non meno interessante: la personale fotografica della bolzanese (ma di origini siciliane) Patrizia Bonanzinga intitolata “Time Lag”. Qui l’artista da voce a una riflessione sulla percezione dei rapporti spazio-temporali, fondamentali in fotografia, alle diverse latitudini del pianeta. In Africa, il tempo sembra scorrere in modo circolare: ogni giornata si reitera all’interno di una stessa matrice quotidiana e sembra che nulla accada: tuttavia gli Africani sembrano aver sviluppato un diverso modo di concepire il tempo, la durata e l’attesa che si rivela una variabile determinante nella costruzione della cultura stessa delle popolazioni. Ma fino a quando, si chiede l’artista, potremo illuderci che gli orologi dell’Africa e dell’Europa possano battere a ore diverse? L’idea suggerita è quindi, anche qui, quella di un momento di profonda metamorfosi, accelerata dalle innovazioni tecnologiche e dall’incremento demografico. L’artista ha svolto il suo progetto interamente in Mozambico, un paese in cui è approdata nel 2007, fedele alla sua tendenza al nomadismo che la distinguono da sempre. Gli esordi della sua produzione, nel settembre 2004, concludevano una ricerca di sette anni sulle miniere del carbone in Cina. La seguiva poi, nel 2009, il suo primo progetto sul Mozambico “The Other Kids, L’Altra Infanzia, A Outra Infância”, come supporto al Programma Rafforzamento della Giustizia Minorile nel Paese sub-equatoriale.
Le sue fotografie sono state esposte in Italia, negli Stati Uniti, in Cina, in Russia, in Polonia, in Guatemala, in Spagna, in Francia, oltre che in Mozambico ed in Belgio e fanno parte di diverse collezioni sia private che pubbliche. “Time Lag”, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Carrara, sarà presentata da Jean-Léonard Touadi, sabato 6 settembre, alle 18.00, a Palazzo Binelli, alla presenza dell’artista.
Parlerà il linguaggio fotografico anche l’esposizione di Matteo Dentoni “C@lore”, allestita in Piazza Alberica (Fondo n. 1), in cui l’autore narrerà, attraverso intensi scatti, il suo personale cammino verso l’Africa: dall’iniziale sensazione di vicinanza ed amicizia con i ragazzi senegalesi incontrati in Italia, alla travolgente esplosione emotiva provata nella loro terra d’origine. (Apertura: venerdì, dalle 16.00 alle 24.00; sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00).

A ben vedere poi, a fare la parte del leone nel palinsesto espositivo del festival– e in una manifestazione sull’Africa non poteva essere che così- saranno tutte quelle mostre tese a raccontare l’attività svolta quotidianamente, e spesso in maniera silenziosa, dalle migliaia di persone coinvolte in progetti di volontariato. Ne è un esempio la mostra “La nostra Africa. Idee, pratiche e immagini di cura negli ospedali di Emergency” a cura di Emergency, col patrocinio di Expo 2015, visitabile alla galleria d’Azeglio venerdì, dalle 16.00 alle 24.00, sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00. Attraverso lo sguardo di tre fotografi africani, privo di qualsiasi retorica, sarà restituita un’immagine dell’intervento umanitario lontana anni luce da quella di un medico che distribuisce medicine fuori da una capanna di fango: valvole cardiache, antibiotici ed ecografie non avranno infatti bisogno di sottotitoli nel raccontare la realtà ospedaliera dell’associazione.

Un concetto questo che sarà rilanciato dall’esposizione “Salviamo il cuore, nel cuore dell’Africa” a cura di Associazione “Un cuore, un Mondo ONLUS” e Fondazione G. Monasterio- Ospedale del Cuore di Massa, allestita negli spazi di via Loris Giorgi- Fondo al n1b (orari: venerdì, dalle 16.00 alle 24.00; sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00). L’Associazione “Un Cuore, Un Mondo” è una ONLUS a supporto delle attività di cura cardiologica e di cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale del Cuore di Massa: una realtà conosciuta ed apprezzata sul territorio apuano. Tra le finalità, ha quella di promuovere e sostenere attività dirette ad aiutare i bambini affetti da cardiopatie non solo in Italia ma in tutto il mondo ed in particolare nei Paesi in via di sviluppo, mediante attività di accoglienza, assistenza sanitaria e organizzazione di missioni di cura all’estero. Grazie alla mostra conosceremo la oltre ventennale attività dell’associazione che ha aiutato più di 3000 bambini con 18 progetti per 12 paesi, fra cui, in Africa, il Kenya e l’Eritrea. Proprio su quest’ultimo verterà la proiezione del documentario “Cuore Eritrea” di Massimo Bondielli. D’altra parte questi aspetti potranno essere approfonditi mediante l’ascolto della presentazione “Operare al cuore dell’Africa” che si terrà, alle 17.00, a Palazzo Binelli e che avrà per protagonisti il Presidente di “Un Cuore un mondo”, Mario Locatelli, Luciano Ciucci, Direttore generale della Fondazione Toscana G. Monasterio, Bruno Murzi, Primario del Dipartimento Pediatrico dell’ospedale e l’ambasciatore dell’Eritrea, Fessahazion Pietros.

Altri due eventi testimonieranno quindi l’impegno gratuito e generoso dei volontari che, dalla nostra terra, hanno deciso di dedicare una parte significativa della propria vita all’aiuto delle popolazione africane: “Storie di missionari, missioni e…” raccoglierà le esperienze dei volontari delle Missioni, mentre le fotografie di Elia Pegollo, anima dell’“Associazione la Pietra Vivente” ci permetteranno di conoscere i bambini del villaggio Muhanga, in Congo, da lui stesso immortalati durante il suo ultimo soggiorno nel Paese. Entrambe le mostre saranno visitabili in Piazza del Duomo. (Orari: venerdì dalle 16.00 alle 24.00, sabato dalle 10.00 alle 24.00, domenica dalle 10.00 alle 23.00.

Alcuni appuntamenti saranno infine dedicati più espressamente all’arte contemporanea, come quello proposto dai Laboratori Nicoli. Fil rouge di “Amore”, questo il titolo dell’esposizione curata da Francesca Nicoli, il legame sentimentale che annoda opere apparentemente distanti a partire dal ritrovamento di una grande madre attribuibile a Kathy Kollwitz. La mostra, già presentata durante Marble Weeks, sarà arricchita anche da opere di artisti africani: dall’Egitto, Zhaled Zaki che vanta diverse partecipazioni alla Biennale veneziana, e Mohammed Naguib; dall’Etiopia, Alem Teklu Kidanu con un grande lavoro in cartapesta che porterà personalmente al Sindaco di Lampedusa. “Amore” sarà visitabile dal venerdì al sabato, dalle 18.00 alle 23.00, e domenica dalle 18.00 alle 22.00. I visitatori potranno rifocillarsi con un calice di vino e qualche assaggio di arte e sapori.

Non poteva mancare, come ogni anno, l’originale interpretazione del tema del festival fornita dagli studenti del Liceo Artistico Artemisia Gentileschi. I ragazzi tenteranno di scardinare la visione classica di un continente, percepito come sempre più vicino, ma conosciuto perlopiù mediante luoghi comuni, non soltanto reinterpretando tematiche tradizionali ma anche tramite letture audaci raccolte significativamente nella mostra “Così vicina così lontana”, messa a punto nell’Aula Magna dell’istituto. Coronerà l’insieme l’installazione, nell’atrio della scuola, di Massimo Bertolini “Identità africana”. Il Liceo sarà aperto alle visite venerdì, dalle 16.00 alle 24.00; sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00.

Anche la Biblioteca Civica Cesare Lodovici sarà teatro di un’interessante opera di rilettura e confronto con la grande madre Africa proposta, in questo caso, dall’associazione di artiste Insieme…è di più. Il gruppo offrirà al pubblico, attraverso un collage di installazioni, pittura e scultura, un dialogo con la poesia del Premio Nobel per la letteratura 1986, il drammaturgo nigeriano Wole Soyinka. La mostra, dal titolo significativo “Omaggio a Wole Soyinka” è a cura di Giovanna Riu. L’esposizione sarà visitabile nella Sala Gestri della Biblioteca. (Orari: venerdì, 8.30 -22.00; sabato, 8.30-20.00 e domenica, 11.00 -20.00).

Da non dimenticare, per concludere, l’originale proposta di Instagrammers Massa-Carrara e Club Fotografico Apuano che, grazie al challenge sull’app. instagram “DNAfrica. L’Africa intorno a noi”, offrirà una suggestiva impressione sul significato che riveste per noi oggi la parola “Africa”. La selezione dei migliori scatti del concorso saranno visibili venerdì dalle 16.00 alle 24.00, sabato, dalle 10.00 alle 24.00, e domenica dalle 10.00 alle 23.00.

A Con-vivere la città è aperta Dal 5 settembre, a Carrara, un cartellone di eventi, mostre e aperture straordinarie

Fervono i preparativi per il festival Con-vivere e la città di Carrara si dispone al meglio per accogliere le migliaia di attesi visitatori con una ghirlanda variopinta di eventi, per la maggior parte gratuiti.
Le mostre, le aperture straordinarie, gli incontri e le estemporanee di “Carraraperta” accompagneranno la manifestazione organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, in programma dal 5 al 7 settembre. La cifra distintiva dell’iniziativa sarà un cocktail riuscitissimo fra antico e presente: un viaggio alla scoperta dei tesori storici e artistici della città apuana e delle sue proposte contemporanee più interessanti.

A cominciare dal Duomo di Sant’Andrea, perla del Romanico toscano e emblema della Carrara più antica, che sarà visitabile la mattina, dalle 7.00 alle 13.00, e dopo pranzo, dalle 15.00 alle 19.00. Nel contempo, nella piazza antistante la cattedrale, gli scultori del “Secondo Simposio Internazionale di Scultura a mano”, armati di subbie e scalpelli, sveleranno i segreti più reconditi dell’arte plastica offrendo una “lezione” di grande perizia, manualità, forza e costanza. L’iniziativa, a cura dell’associazione Artisti del Borgo e Galleria Duomo, aprirà i battenti già il 29 di agosto per chiudere poi il 07 di settembre. Ed è la stessa Galleria del Duomo a proporre una mostra dal sapore più moderno, con l’esposizione “Orto contemporaneo”, sculture di Francesca Bernardini, a cura di Filippo Rolla e visitabile sabato e domenica dalle 18.00 alle 22.00. (Inaugurazione, sabato alle 20.00).
D’altra parte gli appassionati d’arte non si perderanno di certo la riproposizione nei locali di Palazzo Binelli dell’esposizione “D’Aprés Canova. L’Ottocento a Carrara L’Accademia e i suoi maestri”: mostra di enorme successo nel 2011, che ha avuto il merito di accendere i riflettori sulla tradizione scultorea carrarese con l’esposizione di 26 pregevoli gessi ottocenteschi custoditi dall’Accademia di Belle Arti. (Orari: venerdì, 16.00 -24.00; sabato e domenica, 10.00- 24.00).

A questo punto il viaggio potrà continuare con la visita all’Accademia di Belle Arti, aperta nelle giornate del festival dalle 10.00 alle 12.30, e che offrirà al visitatore l’opportunità di ripercorrere le vicende di Carrara e delle grandi casate che ne hanno intrecciato la storia. All’interno saranno visitabili: il teatro anatomico, il cortile Quattrocentesco, la Sala Marmi, l’Aula Magna, la Biblioteca o Sala delle Colonne. In più, quest’anno i visitatori troveranno ad aspettarli la mostra “L’Accademia di Belle Arti di Carrara e il suo patrimonio”: significativa ricapitolazione a cavallo fra arte e storia realizzata in occasione di Carrara Marble Weeks.

Dal classico al moderno, ecco il Centro Internazionale Arti plastiche: nato dal recupero del ex Convento San Francesco, la sede museale documenta al meglio le trasformazioni dell’arte contemporanea mediante una ricca collezione di opere di artisti di fama nazionale ed internazionale che hanno lavorato ed esposto a Carrara dalla seconda metà del XX secolo ad oggi. Alla raccolta permanente si affiancheranno, per tutta la durata di Con-vivere, anche le mostre “A sculpir qui cose divine”, a cura di Giovanna Uzzani, “Lo spazio del marmo. Viaggio nei luoghi di Michelangelo” di Massimo Siragusa e “Bush Walking”, di Loris Cecchini, tutte parte del palinsesto di Marble weeks.

Del resto, l’iniziativa organizzata da Carrara-Fiere e Internazionale Marmo Macchine continuerà a impreziosire di esposizioni e installazioni tutto il centro storico. Da non perdere, la collettiva di arte contemporanea “Untitled” alla Galleria Blue Corner di Piazza Alberica (dal venerdì alla domenica, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 23.00), per non parlare poi delle due proposte di Exp I am, negli spazi di via Verdi, che gettano uno sguardo su due ambiti creativi molto diversi fra loro ma ugualmente innovativi: l’originale riflessione sul design eco-compatibile di “Interiors&Exteriors-Estetica del Riuso” e il focus sulla street art americana mediante l’esposizione delle coloratissime opere di Cesar Perez. Entrambi gli eventi saranno aperti al pubblico il venerdì e il sabato, dalle 19.00 alle 24.00. Per il cartellone completo degli eventi di Marble weeks si può consultare il sito www.marbleweeks.it.

Il Centro d’Arti Plastiche sarà visitabile, con Ingresso libero dalle 18.00 alle 24.00, e la mattina dalle 9.00 alle 13.00 con un unico ticket convenzionato gratuito (a chi si presenterà con il programma del festival) che permetterà di abbinare a questa visita quella al Museo Civico del Marmo: una splendida occasione per compiere un ripasso della storia dell’escavazione e della lavorazione delle pietre a Carrara. Dall’archeologia romana a quella industriale, passando per la marmoteca e le testimonianze orali, nessun aspetto è tralasciato nella raccolta museale in un racconto davvero interdisciplinare. (Orari: venerdì e sabato dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00). Frattanto al Museo Civico del Marmo proseguirà anche la esposizione temporanea di StudioDieci “End in nation”.

La Biblioteca Civica Cesare Lodovici sarà aperta eccezionalmente anche la domenica per chi volesse prendersi una pausa o approfondire i temi del festival grazie ai volumi messi a disposizione dei lettori dei protagonisti del festival.

Ancora, una diversa prospettiva sul tema del festival sarà quella che ci regalerà il Circolo dei Baccanali, in via San Piero 3, che venerdì alle 18.30 inaugurerà la personale di Kidanu Alem Teklu (aperta fino al 7 ottobre) e domenica, sempre alle 18.30 proporrà un incontro con l’Arci Profughi Lampedusa impreziosito da un banchetto marocchino e da interventi sul Mediterraneo, curati dall’associazione Fikulimakan. Un momento di convivialità da condividere con quell’Africa che ci vive accanto.

Tutti da scoprire poi gli eventi paralleli all’ultima giornata del festival. Fra questi: “Nessun luogo è lontano. Radici e Cultura”, che si terrà alle 18.30 presso la Casa del Caffé di via Verdi, a cura di ANCoS Confartigianato e Sara Montenegro.

Una Carrara veramente aperta alla cultura e alla sperimentazione artistica questa, che abbraccia il festival con crescente entusiasmo e attende il pubblico della manifestazione. Un’opportunità, quindi, non soltanto per i visitatori che verranno in città appositamente per le conferenze in programma, ma anche per i cittadini invitati a vivere la propria città come dei “turisti” per riscoprire una città più bella e più audace: una città da Con-vivere.
Il programma completo è consultabile sul sito ufficiale del festival: www.con-vivere.it

Per informazioni turistiche e ospitalità:
IAT Carrara Stadio venerdì/sabato/domenica 9.00-16.00 – telefono 0585 844136
IAT Marina di Massa (sede provinciale)
venerdì/sabato/domenica 9.00-13.00 e 15.00-19.00 – telefono 0585 240063

Quasi 200 le maglie arancioni per la nona edizione del festival Con-vivere: un grande successo della chiamata dei volontari Venerdì 29 agosto, a Palazzo Binelli, la riunione

Un enorme successo. Solo così si può definire la risposta dei giovani e meno giovani del territorio alla campagna di reclutamento di volontari del festival Con-vivere, la manifestazione culturale organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara che, dal 5 al 7 settembre, invaderà la città apuana con i suoi eventi, per questa edizione, a tema “Africa:il cuore del Pianeta”.
Quasi 200 sono infatti le candidature arrivate alla segreteria del festival, un numero che va crescendo di anno in anno anche grazie ai racconti entusiastici di chi ha portato la “maglia arancione” nelle edizioni passate: “da quando tre anni fa ho partecipato per la prima volta al Festival Con-Vivere di Carrara, ho scoperto una parte di me che prima non conoscevo: sono riuscito a superare la timidezza e mi sono costruito un apporto di competenze notevole per gestire certe situazioni. Da quel momento, non ho mai rinunciato a partecipare come volontario al Festival Con-Vivere e ho provato anche esperienze simili, come il Festival della Mente di Sarzana. Tuttavia, nella sua intimità, il Festival di Carrara ha qualcosa di speciale e di così famigliare che non mi farà mai perdere un’occasione per parteciparvi”. Racconta Luca Ceccarelli, una presenza ormai consolidata al festival.
E gli fa eco Valentina Rossi: “Il primo anno ho partecipato con una mia amica e l’anno seguente ne ho convinte altre alle quali ho detto non solo della possibilità di incontrare persone famose e di poter assistere in prima fila ai loro convegni, ma anche di poter vivere un’esperienza differente incontrando altri ragazzi, ed inoltre di poter assistere a concerti di grandi cantanti! Inoltre credo che noi tutti dovremmo avere un senso “patriottico” per la nostra città, infatti più persone partecipano alla manifestazione migliore sarà il risultato finale della stessa ma anche del nome della città. Dobbiamo credere in questa città e cercare di farla rifiorire visto che abbiamo un patrimonio unico al mondo”.
Giovani motivati, dunque, e con grandi aspirazioni che amano la fotografia, l’arte, internet, mettersi in gioco in una grande manifestazione dal respiro nazionale. Chi farà il fotoreporter, chi correrà da un palco all’altro per assicurarsi che non manchi nulla, chi si cimenterà con le riprese video o, ancora, chi darà prova di grande professionalità nell’assistere il pubblico della manifestazione. Tutti parte insostituibile del frizzante staff che ancora una volta dipingerà di arancio il centro storico di Carrara.

Per tutti loro, l’appuntamento è venerdì 29 agosto, alle ore 17.00, a Palazzo Binelli per la riunione operativa: il primo momento per conoscersi e, finalmente, a lavorare insieme.

In Africa e per l’Africa: la quotidianità dei volontari del territorio in mostra al festival Con-vivere

Conto alla rovescia per il festival Con-vivere che, dal 5 al 7 settembre, condurrà la città di Carrara e gli attesi visitatori alla scoperta del vero volto dell’Africa: il cuore del Pianeta. E per questa edizione la manifestazione organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ha chiamato a raccolta tutte quelle realtà del nostro territorio che quotidianamente, in maniera silenziosa, si prodigano nell’aiutare le popolazione del continente africano. Un esercito di eroi senza volto, fra volontari, missionari, medici, organizzazioni senza fine di lucro e associazioni la cui storia potremo finalmente ascoltare nella tre-giorni culturale.

Centrale sarà in questo contesto l’esposizione “Salviamo il cuore, nel cuore dell’Africa” a cura di Associazione “Un cuore, un Mondo ONLUS” e Fondazione G. Monasterio – Ospedale del Cuore di Massa, allestita negli spazi di via Loris Giorgi- Fondo al n.1b (orari: venerdì, dalle 16.00 alle 24.00; sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00). L’Associazione “Un Cuore, Un Mondo” è una ONLUS che supporta le attività di cura cardiologica e di cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale del Cuore di Massa: una realtà conosciuta ed apprezzata sul territorio apuano. Tra le finalità, ha quella di promuovere e sostenere attività tese all’aiuto dei bambini malati di cuore non solo in Italia, ma in tutto il mondo ed in particolare nei Paesi più poveri, mediante attività di accoglienza, assistenza sanitaria e organizzazione di missioni di cura all’estero. Grazie alla mostra conosceremo la oltre ventennale attività dell’associazione che ha aiutato più di 3000 bambini con 18 progetti per 12 paesi, fra cui, in Africa, il Kenya e l’Eritrea. Proprio su quest’ultimo Paese verterà la proiezione del documentario “Cuore Eritrea” di Massimo Bondielli. D’altra parte questi aspetti potranno essere approfonditi mediante l’ascolto della presentazione “Operare al cuore dell’Africa” che si terrà, alle 17.00, a Palazzo Binelli e che avrà per protagonisti il Presidente di “Un Cuore un mondo”, Mario Locatelli, Luciano Ciucci, Direttore generale della Fondazione Toscana G. Monasterio, Bruno Murzi, Primario del Dipartimento Pediatrico dell’ospedale e l’ambasciatore dell’Eritrea, Fessahazion Pietros. “L’Eritrea ha un fascino particolare per noi italiani . Non è certamente lo spirito coloniale che si risveglia ma è una sensazione di “de ja vu“ , l’ impressione di esserci già stati e, soprattutto, la sensazione di essere tornati a casa. — racconta Murzi — Forse è per questo che le missioni umanitarie che facciamo ad Asmara acquistano per tutti noi un significato particolare. Penso che sia un po’ il senso di colpa quello che ci attanaglia. Non colpe personali o nazionali ma sicuramente la convinzione che di questo paese, il quinto tra i più poveri del mondo, noi Italiani non possiamo dimenticarci perché troppo di noi, come cultura e società, risiede ancora in Eritrea”.

Sulla stessa linea d’onda si pone l’esposizione di Emergency “La nostra Africa. Idee, pratiche e immagini di cura negli ospedali di Emergency” che, attraverso la sguardo clinico di tre fotografi africani, ci racconterà un’immagine degli interventi umanitari totalmente aliena a quella immobile e cristallizzata di medici che distribuiscono farmaci davanti a villaggi di fango. Quella che vedremo è una realtà ospedaliera avanzata fatta di valvole cardiache, respiratori, antibiotici e macchinari che non avranno bisogno di introduzione. La mostra sarà allestita negli spazi della Galleria d’Azeglio venerdì, dalle 16.00 alle 24.00, sabato, dalle 10.00 alle 24.00 e domenica, dalle 10.00 alle 23.00.

Grazie ad altre due esposizione conosceremo quindi stralci di vita di chi, partito dalle Apuane, ha deciso di consacrare una parte della propria esistenza all’aiuto dei popoli africani. Storie di amore e di dedizione raccolte da “Storie di missionari, missioni e…” a cura dell’Ufficio Missionario della Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli: “Storie di tanti amici che hanno scelto L’Africa come terra dove costruire la seconda casa (in alcuni casi anche la propria tomba) e anche le storie sincere dei volontari che, stimolati dal loro esempio hanno deciso a loro volta di “fare qualcosa”. Con questa mostra desideriamo rendere testimonianza della concreta bellezza di quanto è stato realizzato in diversi Paesi dell’Africa su-sahariana: l’Africa nera, quella che è spesso dimenticata da tutti”. Leggiamo nella presentazione della mostra.

Dimenticata da molti forse, ma certamente non da Elia Pegollo, anima dell’“Associazione la Pietra Vivente” le cui foto ci permetteranno di conoscere i bambini del villaggio Muhanga, in Congo, da lui stesso immortalati durante il suo ultimo soggiorno nel Paese.
Queste ultime due mostre saranno entrambe visitabili in Piazza del Duomo. (Orari: venerdì dalle 16.00 alle 24.00, sabato dalle 10.00 alle 24.00, domenica dalle 10.00 alle 23.00).

Nel tradizionale mercato del festival potremo anche meglio conoscere le attività della ONLUS “Con Nonno Luigi per i bambini del Kenya” nata a Carrara per sostenere l’attività del brianzolo Nonno Luigi per la comunità Ndungu Zangu in Kenya. Nonno Luigi si prodiga da anni nell’organizzazione di viaggi della speranza, da lui chiamati “spedizioni”, per portare bambini cardiopatici e bisognosi di cure nei grandi ospedali delle città occidentali, fra questi, il già citato Ospedale del Cuore di Massa. “Con Nonno Luigi” si occupa, fra le altre cose, della raccolta fondi per sostenere queste impegnative e lodevoli iniziative.

Ma l’ampio spettro delle realtà che alimentano un corposo cordone ombelicale con l’Africa non si esaurisce soltanto nelle associazioni che operano nel Continente e un ruolo di primo piano lo svolgono senz’altro coloro che lavorano con e per i migranti presenti nel nostro territorio come i volontari di “Associazioni del mondo e Fasim” che hanno collaborato alla realizzazione di uno stage di ballo e percussioni durante il festival. ( domenica alle ore 20.00 in Piazza Matteotti).

Chi vorrà poi contribuire sostenendo l’economia africana con attenzione particolare alle condizioni dei lavoratori potrà godere dell’ampia scelta di prodotti in vendita ai banchi del commercio equo e solidale, nuovamente nel mercato.

Noir, commedia, musical, documentari: l’Africa è tutto un film al festival con-vivere nella rassegna curata da Tilde Corsi, in programma al Cinema Garibaldi dal 5 al 7 settembre.

Il cinema si riconferma grande protagonista del festival Con-vivere. Nelle giornate della manifestazione, organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, dal 5 al 7 settembre nella città apuana, saranno film e cortometraggi d’eccezione a mostrarci un’Africa dalle mille sfumature, lontana dai luoghi comuni, nella rassegna curata come ogni anno da Tilde Corsi. Attraverso il punto di vista privilegiato della cinepresa viaggeremo dal Senegal al Congo al Burkina Faso scoprendo al tempo stesso la vitalità di un cinema che ha dato alla luce alcuni fra i più interessanti registi sul panorama internazionale. La scelta ha privilegiato film che costituiscono pietre miliari nella cinematografia sub sahariana e due cortometraggi di nuove proposte.
La rassegna si terrà, come ogni anno, nel Cinema Garibaldi di Carrara. Si comincerà venerdì 5, alle 21.00, con la proiezione del lungometraggio del senegalese Sembène Ousmane dal titolo Moolaade: produzione franco-senegalese del 2004 che, presentata al Festival di Cannes nello stesso anno, si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento Un Certain Regard.
La pellicola è una tessitura vibrante che affronta il delicato tema della mutilazione sessuale femminile senza mai rinunciare a un tocco satirico e a quel ritmo vivace della narrazione che fa la differenza fra un film di successo e uno noioso. Sullo sfondo, la vita di un villaggio del Burkina Faso con le sue antiche usanze e il consiglio di uomini depositari della tradizione, al centro, una donna, Collé, che resiste e si oppone a un rito riconosciuto come barbaro facendo appello alla sua conoscenza del diritto locale. Del resto il film rappresenta la summa dell’opera di Sembène Ousmane, regista e scrittore, scomparso nel 2007, che fin dai suoi esordi si è interrogato sulle complesse interazioni fra tradizione, religione, tecnologia e influenze occidentali nel mondo africano. Un cineasta combattivo che, dopo aver conosciuto personalità del calibro di Jean Paul Sartre, Paul Eluard, e i grandi maestri della Nouvelle Vague francese, si convinse della potenza delle settima arte come mezzo di cambiamento e da allora non smise mai di cercare una via africana al cinema, del tutto indipendente da finanziamenti esteri. Porta infatti la sua firma il primo lungometraggio africano, del 1966, “la nera di…” in cui per la prima volta ci restituiva un’immagine autentica dell’Africa e dei suoi abitanti, del tutto slegata dagli stereotipi traboccanti di esotismo e romanticismo tipici della produzione occidentale sul “continente nero”.
Niente di meglio, dunque, per aprire la rassegna sulla cinematografia africana, di questo riconosciuto capolavoro che, d’altra parte, è solo il primo appuntamento di una maratona che ci terrà incollati allo schermo fino alla mezzanotte passata.

Seguiranno due cortometraggi della cinematografia più recente. Alle 23.00 la pellicola del 2009, ancora franco-senegalese, di Dyana Gaye Saint Louis Blues, Un transport en commun, Gran Premio per il miglior cortometraggio al Dubai film festival. Qui lo sguardo femminile si fa chiave di lettura principale della storia. E sarà la musica il linguaggio attraverso cui i singoli personaggi, apparentemente distanti, ma avvicinati da un lungo viaggio in taxi-brousse da Dakar a Saint Louis, sveleranno sé stessi. In un’alternanza di sequenze cantate corredate da riprese molto realistiche, la regista ci offre uno sguardo sull’Africa fresco, firmando un musical divertente ed ottimista, caratterizzato dall’originale colonna sonora scritta da lei stessa e interpretata da una grande formazione di ben diciannove musicisti: la Surnatural Orchestra insieme all’ensemble Les Cordes.

Nuovamente il Senegal sarà al centro dell’ultimo appuntamento della giornata, in programma alle 23.50, in cui incontreremo per la prima volta il cinema di uno fra i più interessanti autori africani: Djibril Diop Mambéty, prematuramente scomparso nel 1998.

Continuamente in bilico fra realismo e favola, nei 45 minuti del corto Le Franc il regista ci racconta l’avventura di Maringo, un musicista che vive alla giornata a Dakar le cui peripezie inizieranno con un biglietto vincente alla lotteria. Riuscirà Maringo a riscuotere il suo premio? A partire da questa divertente sceneggiatura Mambety ordisce una trama a tratti surrealista e visionaria in cui ci seduce con l’idea che sia proprio dal sogno che l’Africa post-coloniale possa ripartire.

Sabato 6 settembre alle 21.00 la rassegna riprenderà alla grande con il classico incontro con l’autore che porterà quest’anno a Carrara il giovane regista fiorentino Clemente Bicocchi. Assieme a lui sul palco del Garibaldi, saliranno la curatrice della rassegna, la produttrice di origini carraresi Tilde Corsi e Idanna Pucci, protagonista del documentario del cineasta dal titolo Africa nera, marmo bianco la cui proiezione seguirà il dibattito.
Il lungometraggio, realizzato nel 2011, è un documentario di produzione italo-americana sull’esploratore ottocentesco Pietro Savorgnan di Brazzà e sul tentativo della sua discendente, Idanna Pucci appunto, di salvaguardarne la memoria e gli ideali. La vicenda prende le mosse dalla notizia che il presidente della Repubblica del Congo, Sassou Nguesso, intende trasferire le spoglie del viaggiatore dal piccolo cimitero di Algeri in un gigantesco mausoleo di marmo bianco eretto nella poverissima Brazzaville – l’unica capitale in Africa che ha mantenuto il nome del suo fondatore europeo. Presto la Pucci scoprirà i veri interessi che si celano dietro all’iniziativa e farà di tutto per impedire che la figura di Brazzà sia utilizzata per coprire la corruzione e lo sfruttamento della Repubblica del Congo da parte delle solite società occidentali.
Il merito del documentario, un decoupage ben calibrato fra immagini di repertorio, animazione, teatro d’ombre e riprese dal vivo, sta dunque nel riportare alla luce la biografia dell’esploratore così come la ricorda la sua discendente. Un uomo che rifiutava il razzismo tipico della sua epoca e che, con vero spirito pacifista, si guadagnò il rispetto
delle popolazioni dei villaggi congolesi: tutto il contrario di quanto accade adesso, quindi, grazie anche a regimi corrotti che mostrano quanto il colonialismo sia ben lungi dall’essere un capitolo chiuso della storia.

Torneremo poi in Burkina Faso, con l’ultima proiezione della serata, alle 22.30, il film Samba Traoré del burkinabè Idrissa Ouédraogo. Leone d’Argento al festival di Berlino del 1993, la pellicola tratteggia ancora una volta un ritratto inedito dell’Africa per nulla annacquato e pittoresco. Samba Traoré è una sorta di gangster movie in salsa brousse nel quale un tragico Scarface africano, da un’iniziale scalata al successo, affonderà nei suoi errori. A differenza del personaggio americano però il protagonista di Samba Traoré è animato di buoni sentimenti e in fondo il suo reato è mosso dall’intenzione di migliorare la vita del suo villaggio e della comunità di appartenenza.

Gran finale, infine, domenica alle 21.00, con il lungometraggio del già citato maestro Djibril Diop Mambéty, intitolato significativamente Hyenes (iene) e prodotto nel 1992 interamente in Senegal. Il film è emblematico di un possibile felice dialogo fra la cultura occidentale e africana. Hyenes è, infatti, l’estrosa rilettura de “La visita dalle vecchia signora” del drammaturgo svizzero Friedrich Dürrenmatt. Nella pellicola il regista trasferisce un classico noir ambientato nel Paese elvetico degli anni Cinquanta in un vago villaggio del Sahel degli anni Ottanta, Colobane, che altro non è se non la periferia di Dakar dove Mambéty è nato e cresciuto. La protagonista, Linguère, una vecchia signora diventata ormai ricchissima, ritorna dopo molti anni al suo paese di origine. Il villaggio, in preda alla povertà più assoluta, accoglie Linguère sperando di ricevere beni e favori per migliorare la propria situazione. Per incoraggiare la sua generosità, affidano a Dramaan, un droghiere locale che una volta aveva corteggiato (e ingannato) la donna, l’incarico di convincerla. Linguère, in realtà, è tornata con l’intenzione di condividere la sue ricchezze con il villaggio, ma solo al prezzo dell’uccisione di Dramaan. Il desiderio di vendetta e giustizia di Linguère porta gli abitanti di Colobane a compiere azioni ciniche e folli, senza più possibilità di controllo. Il film, presentato in Competizione Ufficiale al Festival di Cannes, è dunque un’ironica riflessione sui legami fra follia e potere in cui non si salva nessuno.

Fra thriller, commedia, documentario, animazione non manca proprio nulla al cartellone del cinema di con-vivere che si offre come osservatorio privilegiato sul continente africano. Non soltanto una lente di ingrandimento, ma anche un momento dedicato all’intrattenimento che mostra la voglia dell’Africa di raccontarsi e di uscire dagli stretti schematismi di una cinematografia edulcorata: con graffiante ironia e con uno stile incisivo che guarda fieramente al futuro.

Africa di Gusto A con-vivere laboratori e degustazioni per scoprire i sapori del cuore del pianeta

Laboratori gastronomici e degustazioni arricchiranno, come di consueto, il programma della quattordicesima edizione di Con-vivere festival, a Carrara dal 5 al 7 settembre e che quest’anno accenderà i riflettori sull’ “Africa: il cuore del pianeta”.

Riso, farina, latte di cocco, arachidi, manioka, e tante, tante spezie sono gli ingredienti che, con i loro aromi, guideranno il pubblico della manifestazione nella scoperta della cucina africana. Merita d’esser conosciuta, infatti, l’immensa ricchezza gastronomica di un continente che attraversa savane, foreste, deserti e addirittura ghiacciai e che si nutre di una moltitudine di credi e rituali leggibili anche nelle abitudini alimentari. Una gastronomia, d’altra parte, fortemente radicata nella terra di origine e legata, è bene non dimenticarlo, al concetto estremo di “bisogno”, ma che ha saputo accogliere in sé le metamorfosi dovute al contatto con culture lontane, siano esse quelle portate dal colonialismo, o quelle orientali delle grandi rotte di navigazione. E proprio all’insegna di queste contaminazioni prenderà le mosse l’appuntamento di sabato 06 settembre, alle 19.00, a Palazzo Binelli, intitolato, non a caso, “Cous cous, fregola, spezie e fantasia. Incontri fra cibi africani e italiani”. Un evento durante il quale i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “G. Minuto” mostreranno come sia semplice portare un po’ di Africa nelle nostre tavole, svelando i segreti di prelibate ricette esotiche per amalgamarle ai sapori tipici delle nostre dispense di casa. Al termine della dimostrazione, seguirà, come d’abitudine, la degustazione gratuita. La liason con lo stimato istituto scolastico, presenza familiare nel cartellone di con-vivere, continuerà in “Drink Africa”, in programma domenica alle 17.30 in piazza Gramsci, che ci rinfrescherà con gustose bevande di ispirazione africana.

Anche per questa edizione del festival tornano poi i classici aperitivi post conferenza, in questo caso con prodotti tipici e locali, che si terranno sabato e domenica, alle 12.45, nel Sagrato della Chiesa del Suffragio, a cura sempre del “G Minuto” in collaborazione con Conad di via Carriona.
Del resto le bevande nel “continente nero” assumono una valenza spesso simbolica all’interno di riti millenari tramandati di generazione in generazione. É questo il caso dell’affascinante liturgia del té nei popoli del Sahara che ha ispirato l’incontro “Un tè nel deserto” proposto dall’atelier “I Salotti” venerdì, alle 17.30, presso il Palazzo del Medico di Piazza Alberica. In uno spazio intimo e raccolto, “I Salotti” propone una degustazione di miscele dal Sudafrica, Marocco, Kenya e Ruanda: un momento per ritrovare un ritmo lento, fatto di gestualità antiche capaci di trasportarci in un attimo in una tenda tuareg. É consigliata la prenotazione.

E dopo tutti questi assaggi, perché non provare a rifare le ricette e i cocktail assaporati a casa? Ecco che ai mercati di Via Roma si potrà fare incetta di prodotti per stupire familiari e amici con mix davvero esotici, acquistare stoffe, prodotti di artigianato e conoscere storie e progetti legati al volontariato in Africa. Lo spazio sarà aperto venerdì dalle 16.00 alle 24.00, e sabato e domenica dalle 10.00 alle 24.00.

Chi vorrà assaporare i cibi africani, ma non solo, già durante i giorni del festival, potrà fermarsi a mangiare in città scegliendo fra le numerose proposte di menu nei bar e ristoranti del centro oppure scegliere il cibo di strada nel “ristorante all’aria aperta” che sarà allestito in piazza Matteotti con i banchi gastronomici di “Cibi dal mondo”.
Con un programma così “il cuore del Pianeta” è davvero un piatto tutto da scoprire.

Laboratori, giochi e racconti: l’Africa di Con-vivere è per tutta la famiglia

Un invito arriva forte a e chiaro ai genitori dagli organizzatori della quattordicesima edizione del festival Con-vivere: non lasciate a casa i vostri bambini! Tante opportunità li aspettano, come del resto ogni anno, per prendere parte alla manifestazione che si terrà a Carrara dal 5 al 7 settembre.

Tessuti, maschere, argilla, divertimento e creatività saranno gli strumenti magici al centro del denso calendario di laboratori concepito per guidare anche i più piccoli alla scoperta dell’Africa: il cuore del pianeta, tema focale di questa edizione del festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara.
Un segno concreto, questo spazio ludico, che conferma l’importanza attribuita da Con-vivere al coinvolgimento non soltanto dei più piccoli quanto piuttosto di tutta la famiglia con progetti per tutte le età. É quanto dimostrato, ad esempio da “Cucire Storie. Un arazzo multiculturale” in programma venerdì 5 settembre, dalle 17.3O alle 20.00, in Piazza Gramsci e che propone la creazione di una grande opera collettiva: stoffe, africane e non, tagliate, ricomposte e cucite a formare un grande patchwork multicolore a testimonianza delle tante storie che a Carrara sono cucite tra loro. Tra passato e presente, migrazioni e partenze, l’arte antica del cucire serve a tenere insieme le persone e le loro biografie con l’obiettivo di creare, con leggerezza, un’opera che possa raccontare l’Africa di Carrara. Un laboratorio rivolto non soltanto ai cuccioli di famiglia, ma anche a chi ha qualche anno più: un’occasione per conoscersi meglio e confrontarsi, imparando il valore della convivenza e del rispetto reciproco nel magmatico intrecciarsi di culture nella nostra storia, così come nella nostra società contemporanea.
“Cucire storie” è la proposta, per questa edizione del festival, del centro Zaffiria, una realtà ampiamente riconosciuta a livello nazionale che, attraverso il gioco e l’uso creativo di materiali ordinari e nuovi media, stimola i bambini nella riflessione su temi fondamentali, quali la cittadinanza e la partecipazione alla vita della comunità. “Cucire storie” continuerà nella giornata di sabato 6 settembre, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 20.00, sempre in Piazza Gramsci.

Enrica Pizzicori, nota illustratrice di libri per bambini, assieme a Giulia Vitaloni, ha pensato invece a un momento più specificatamente misurato sulle esigenze formative dei bambini dai 3 ai 5 anni: sabato 6 settembre, alle 15.30, mamma e papà potranno dedicarsi in tutta tranquillità all’ascolto della conferenza di Igiaba Scego. mentre in Piazza Duomo, nello spazio concepito appositamente per loro, i figli in età prescolare potranno cimentarsi nella divertente caccia al tesoro “I segreti delle piramidi”. Faraoni, sfingi, personaggi mitici dell’antico Egitto popoleranno l’immaginazione degli intrepidi piccoli esploratori che potranno anche contribuire con storie di propria invenzione. Subito dopo, alle 17.30, nuovamente in Piazza Duomo, anche i fratelli, le sorelle e gli amici più grandi, dai 6 ai 10 anni, potranno vivere la stessa avventura nella versione del laboratorio più adatta alla loro età. Visto il grande numero di richieste per questo tipo di progetti è consigliabile prenotare al 0585 55249.

La domenica mattina si riparte, alle ore 11.00, nel Cortile dell’Istituto Figlie di Gesù, nello spazio bambini, con “Di stoffe e d’argille”: laboratorio dai 4 anni in su. Nell’appuntamento, anche questo a cura di Enrica Pizzicori e Giulia Vitaloni, ancora una volta protagonisti i tessuti: quelle magnifiche stoffe colorate che fanno subito pensare all’Africa e che assumono, in tutto il continente, non soltanto un valore pratico ma anche un significato simbolico dall’altissima capacità comunicativa. Attraverso il gioco e l’osservazione dei disegni stampati sulle stoffe, i bambini entreranno in contatto col meraviglioso mondo dei segni africani. Poi, potranno disegnare i simboli sulla carta e addirittura dar sfogo a tutta la loro manualità per mezzo di stampini, e oggetti quotidiani con cui incideranno una tavoletta d’argilla che porteranno a casa con loro per riflettere su questa fantastica esperienza. Anche in questo caso si consiglia di prenotare allo 0585 55249.

La maschera, forse l’oggetto più emblematico delle culture africane, con tutto il carico di valenze sociali, rituali e religiose di cui essa si fa portatrice sarà invece al centro del laboratorio “Mascher-arti con gli scarti” ideato da Anna Armaroli e Tania Guadagni per i bambini un po’ più grandicelli, quelli dai 5 anni in su e che si terrà nel pomeriggio della domenica, dalle 16.00, in Piazza Gramsci. Utilizzando materiali di riciclo, i partecipanti creeranno la propria maschera: sperimenteranno che cosa vuol dire abbandonare per un attimo la propria identità e…come per magia, diventeranno leoni, elefanti, spiriti della foresta o tutto ciò che suggerirà loro la fantasia!

Naturalmente, anche quest’anno il festival non poteva dimenticare il ruolo essenziale giocato nella didattica dalla lettura. Ecco quindi che si rinnova la sinergia della manifestazione con la biblioteca cittadina e la sua direttrice, Anna Pennisi, che, come ogni anno, ha collaborato nella definizione del ricco programma di attività per bambini. In particolare, la biblioteca Cesare Lodovici sarà protagonista di un’iniziativa che si va ad aggiungere al palinsesto junior del festival: Il sabato e la domenica, dalle 18.30 alle 20.00, nell’area piccoli, i volontari di “Nati Per Leggere” leggeranno fiabe e filastrocche africane al giovane uditorio. Mentre i bambini fantasticheranno incantati su deserti e savane, i loro genitori avranno dunque un’altra opportunità per godersi le conferenze senza pensieri.

Mamme, papà, nonni e zii, adesso non avete più scuse! Ricordate che a Con-vivere l’Africa è per tutta la famiglia!

Sulle note della grande madre Africa

Tanti appuntamenti gratuiti nella rassegna culturale organizzata dalla Fondazione CRC a Carrara (MS)

Percussioni, canti, balli, ritmi indiavolati, improvvisazioni ma anche dolci nenie e persino musica classica attendono il pubblico che raggiungerà Carrara nelle giornate dal 5 al 7 settembre per la nona edizione di Con_vivere, il festival organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara quest’anno a tema Africa. Il cuore del Pianeta.

Tutti appuntamenti gratuiti quelli in programma quest’anno, che costituiranno la colonna sonora del festival. Perché se se c’è un linguaggio che più di ogni altro riesce a rappresentare tutte le sfumature del continente africano, quello è senz’altro l’espressione musicale.

O meglio, si potrebbe dire che la musica e l’Africa siano la stessa cosa. Fin dalla nascita il bambino viene introdotto dalla madre nell’ambito musicale di appartenenza; la mamma lo culla e gli insegna la musica. Da allora la musica sarà la partitura sonora che lo accompagnerà nei momenti fondamentali della sua vita, mescolandosi a regole sociali e riti religiosi: il passaggio all’età adulta, il matrimonio, la nascita di un figlio, un funerale, le celebrazioni della comunità. E d’altra parte la musica africana affonda profondamente le radice nella terra e nella natura trasformando zucche in tamburi, conchiglie in xilofoni, pietre e metalli in campane.

Ecco perché la manifestazione non poteva prescindere da un variegato cartellone musicale aperto a tutti e, anzi, ne ha fatto un elemento portante di tutta la rassegna. Si parte venerdì 5 settembre alle ore 22.00, con una novità per il tradizionale palinsesto del festival: Massa sarà la sede, oltre che di una importante mostra sulla scultura africana, anche di un concerto sempre a Palazzo Ducale con l’esibizione del maliano Ballakè Sissoko in Solo. Ballake è noto per essere il virtuoso della Kora, l’arpa-liuto, strumento tradizionale dell’etnia Mandinka, ma suonata tradizionalmente anche in Guinea, Guinea Bissau, Senegal, Burkina Faso e Gambia. Costantemente rinvigorito dagli incontri che hanno segnato il suo percorso (Toumani Diabaté, Taj Mahal, Ludovico Einaudi, Stranded Horse, per nominarne alcuni) la musica di Ballaké risuona senza sosta come un moto perpetuo, e si basa su melodie tradizionali arricchite di nuovi echi.

Ancora venerdì 5 settembre, alle ore 21.30, questa volta a Carrara in Piazza Alberica si potrà assistere al live del senegalese Woz Kaly e la sua band. Conosciuto soprattutto come grande autore e interprete, Woz Kaly è dotato di una voce morbida e travolgente, come il fiume che innaffia le radici, ma allo stesso forte come il legno delle foreste sacre del suo paese. Durante il suo percorso artistico, Kaly si è confrontato con diversi stili musicali e differenti scuole, tuttavia, è l’Africa che offre la partizione di questo gustoso mix di note, e il continente madre, a cui rimane saldamente radicato nella maggior parte dei suoi testi. Grazie alle sue sonorità multiple, la sua musica è in grado di toccare un vasto pubblico, sia esperto che principiante, e anche le orecchie, all’inizio restie, non restano chiuse a lungo. Ed è lui stesso a definire la sua musica come “un dipinto dove ognuno si ritroverà secondo la sua sensibilità e la sua esperienza, e come le persone, viaggia, si trasforma e si adatta”.

Sabato 06 settembre si riprende con il concerto serale della Y’akoto & band, alle ore 21.30, in Piazza Alberica. Grazie alla musica di Y’akoto impareremo a conoscere le contaminazioni delle sonorità africane che, sebbene saldamente ancorate alle proprie origini, non hanno paura di confrontarsi e quindi di accogliere elementi occidentali. Y’akoto (Jennifer Yaa Akoto), figlia di un ghanese e nata per caso ad Amburgo, esprime al meglio questa dualità “Dopotutto la mia natura è questa: sono figlia di due mondi diversi e da quando sono nata cerco di mescolarli”.

D’altra parte l’incontro fra l’universo africano e la musica occidentale non si è manifestato solo dando origine a inediti e interessanti ibridi sonori e l’Africa, con tutto il suo carico di suggestioni romantiche, ha permeato di sé la produzione operistica classica. La lirica, da Mozart a Rossini, fino ai primi del Novecento, ha fatto proprio l’esotismo africano riscontrabile nei testi e nelle musiche di Aida, L’africana, L’italiana in Algeri, le cui arie più famose ascolteremo nello spettacolo a cura del Circolo Carrarese Amici della Lirica “A. Mercuriali”, sempre sabato 6 settembre, alle 21.30, in Piazza Matteotti.

Ben scaldati dal ritmo o dalle suadenti melodie classiche, non ci resterà che concludere la serata nel migliore dei modi insieme all’ensemble femminile sudafricano Mahotella Queens, che si esibirà, alle 23.00, presso il Cortile dell’Istituto delle figlie di Gesù. Vere icone viventi dell’espressione urbana sudafricana, con loro scopriremo la tradizione zulu, ma anche la storia della generazione che ha vissuto le peggiori sofferenze dell’apartheid, la resistenza, fino alla liberazione sotto il segno di Nelson Mandela. Grazie alla loro miscela esplosiva di voci, colori, suoni, queste regine della musica si sono imposte nel panorama nazionale fino a quando il governo sudafricano non ha interrotto ogni loro attività a causa della discriminazione verso alcune forme culturali, specialmente di protesta. Da quegli anni la loro produzione e l’attività concertistica si è spostata in tutto il mondo e solo con la fine dell’apartheid è stato possibile far conoscere alle nuove generazioni dei musicisti sudafricani le glorie della loro eredità musicale. Mai, quindi, come a un concerto delle Mahotella si avrà occasione di unire allo svago la conoscenza e l’approfondimento del travagliato cammino per la libertà di un popolo, ascoltandone la parola più naturale, quella della musica, e raccogliendone il grido gioioso di speranza.

Domenica 07 settembre, la proposta musicale di Con-vivere offrirà la gustosissima possibilità di conoscere dal vivo una delle protagoniste indiscusse della world music, la cantante beninese Angelique Kidjo. L’artista, nominata quattro volte ai Grammy, ha sempre rispettato la sua missione, riconoscibile fin dagli esordi, di creare un linguaggio comune tra diverse culture. D’altra parte basta scorrere il suo curriculum artistico per trovare collaborazioni con musicisti del calibro di Peter Gabriel, Joss Stone, Carlos Santana, Alicia Keys. Sue canzoni sono state incluse, inoltre, nelle colonne sonore di vari film di successo, tra cui Ace Ventura – Missione Africa, Street Fighter e Caro diario. Durante il concerto la Kidjo ci delizierà con il suo carisma e la sua potente voce spaziando dal jazz, alla salsa al funk a partire ovviamente dalla makossa, uno dei generi dance più vivaci di tutta l’Africa Occidentale. Un concerto dunque emblematico dell’energia e della vitalità di un antico continente che guarda fieramente al futuro: il modo migliore per celebrare insieme tutti i colori dell’Africa.

La performer, prima di calcare il palco di Piazza Alberica per il concerto conclusivo del festival, ci racconterà la sua esperienza di Ambasciatrice dell’Unicef nel confronto con la co-fondatrice e Presidente di AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo) Daniela Colombo, dal titolo “Donne” in programma alle 17.30 presso il Cortile dell’Istituto figlie di Gesù.

Arricchiranno questi concerti principali, altri intermezzi, fra cui un laboratorio e stage di danza e percussioni nella tensostruttura di Piazza Matteotti a cura delle Associazioni Cittadini del mondo e Fasim.

Tutti i concerti e gli spettacoli, come del resto tutti gli altri eventi di con-vivere, sono ad ingresso gratuito. Tutte le info sul sito www.convivere.it.