I want you [AAA] con-vivere 2017 cerca volontari

Desideri vivere un’esperienza importante assaporando in prima persona ogni attimo di una manifestazione unica nel suo genere a livello nazionale?

con_vivere Carrara festival cerca volontari per l’edizione 2016 “Reti”

Invia la tua adesione e candidatura all’indirizzo info@con-vivere.it o chiama lo 0585 55249

Potrai collaborare
– Nei servizi di accoglienza e informazione per il pubblico
– Nell’assistenza agli eventi in programma
– Nelle “squadre volanti” di supporto alla segreteria organizzativa
– Come social media reporter, fotografo, video maker

E inoltre
– Avrai diritto a buoni pasto
– Sarai coperto da assicurazione contro gli infortuni
– Avrai in omaggio i gadget del festival
– riceverai un attestato di partecipazione

Ai volontari è richiesto di prestare servizio, per almeno 2 turni, in fasce orarie concordate, tra le 16.30 e le 24.00 da giovedì 7 a domenica 10 settembre.

Le domande di adesione dovranno pervenire entro il 28 luglio

Le candidature saranno accettate, senza selezione, fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili.

La convocazione dei candidati avverrà via e-mail entro la riunione organizzativa prevista il 28 agosto alle ore 16.00 presso Palazzo Binelli

scarica il PDF dell’iniziativa
scarica la scheda di adesione da compilare

Cosa vuol dire essere volontario al festival I racconti di chi l’ha fatto

LUCA CECCARELLI
Cosa ti ha spinto a partecipare come volontario al festival?
Da quando tre anni fa ho partecipato per la prima volta al Festival Con-Vivere di Carrara, ho scoperto una parte di me che prima non conoscevo: sono riuscito a superare la timidezza e mi sono costruito un apporto di competenze notevole per gestire certe situazioni. Da quel momento, non ho mai rinunciato a partecipare come volontario al Festival Con-Vivere e ho provato anche esperienze simili, come il Festival della Mente di Sarzana. Tuttavia, nella sua intimità, il Festival di Carrara ha qualcosa di speciale e di così famigliare che non mi farà mai perdere un’occasione per parteciparvi.
Che tipo di attività hai svolto durante la manifestazione e quanto pensi che questa esperienza possa essere stata formativa?
Personalmente, mi sono dedicato a dare informazioni agli ospiti sul Festival, sugli eventi e sulla città, a consegnare il materiale delle conferenze e a controllare le mostre. Ed è stata un’esperienza molto particolare, ho imparato a gestire il mio carattere e ad adattarlo a un ambiente lavorativo; il rapporto con le persone è stato molto intenso, mi ha temprato in questo senso. Inoltre, l’organizzazione impone dei ritmi e degli orari stabiliti per i propri compiti, dunque è stato costruttivo in vista di un futuro impiego. E naturalmente ne ho approfittato per seguire interessanti dibattiti!
Quali aspetti ti hanno colpito di più, positivamente o negativamente? Se vuoi puoi ricordare un episodio che ti è rimasto impresso.
L’aspetto che più colpisce è certamente l’organizzazione del Festival, studiata nei minimi dettagli: per quanto mi riguarda, i turni hanno rispettato le esigenze di tutti coprendo ogni orario, gli eventi si sono sempre svolti regolarmente. Un altro aspetto che mi è rimasto a cuore, è la conoscenza che ho avuto la possibilità di fare con studenti di altre scuole; tuttora siamo in contatto, pronti a ripetere l’esperienza del festival!
In che modo convinceresti un tuo coetaneo dubbioso a partecipare al festival come volontario?
Sicuramente gli direi che c’è molto da divertirsi! In fondo le mansioni che ci sono affidate non sono pesanti, anche se vanno gestite con la massima serietà. È un’esperienza che in ogni caso trasmette un bagaglio di competenze in ambito lavorativo non indifferente.
Che idea della cultura ti ha trasmesso la manifestazione e cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa?
Ritengo che manifestazioni di questo genere siano fondamentali per trasmettere la cultura in centri come Carrara, tra i giovani e non: nel periodo di crisi che stiamo vivendo è necessario anche conoscere come funzionano certi sistemi del mondo, come sono nati e come si svilupperanno. Ecco, penso che la cultura possa servire per dare questo tipo di informazioni, oltre che essere un momento di evasione dalla massacrante realtà quotidiana. Personalmente, il mio rapporto con la cultura è andato crescendo da quando opero come volontario al Festival; sono alla terza esperienza e non ho intenzione di smettere!

LUDOVICA MUTTINI
Cosa ti ha spinto a partecipare come volontario al festival?
L’idea di una nuova esperienza che, nel suo piccolo, mi mettesse alla prova. 

Che tipo di attività hai svolto durante la manifestazione e quanto pensi che questa esperienza possa essere stata formativa?
Eravamo sempre in coppia noi volontari; rispondevamo a qualsiasi dubbio le persone avessero riguardo le varie conferenze ed aiutavamo ad allestire gli “stand” dove i visitatori potevano rivolgersi. Questa esperienza é stata formativa al punto giusto, mi ha insegnato quanto essere cordiali e disponibili sia fondamentale quando si svolge un lavoro a contatto diretto con il pubblico, mi ha insegnato ad aprirmi a qualsiasi esperienza con lo spirito giusto e di quanto il lavoro portato a termine sia gratificante.
Quali aspetti ti hanno colpito di più, positivamente o negativamente? Se vuoi puoi ricordare un episodio che ti è rimasto impresso.
Mi ha fatto davvero piacere il coinvolgimento di noi giovani in questo progetto. Piccole esperienze che ci aiuteranno in un futuro ormai vicino; e mi fa piacere ancor di piú sapere che questo progetto continua sia per noi ragazzi, sia per la mia cittá, Carrara.
In che modo convinceresti un tuo coetaneo dubbioso a partecipare al festival come volontario?
Essere volontario per il festival é come far parte di una grande squadra, ogni contributo é importante per portare a termine una grande cosa. É sapere che ti sei impegnato, che ti sei messo in gioco, e che non sei stato un attimo fermo!!!
Che idea della cultura ti ha trasmesso la manifestazione e cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa?
Ho partecipato a molte conferenze durante il festival, che mi hanno permesso di conoscere, di imparare su argomenti a me ancora sconosciuti. Mi hanno fatto capire di come un argomento difficile e complicato con un buon oratore sia più comprensibile!!!

LUDOVICO TORRI
Cosa ti ha spinto a partecipare come volontario al festival?
Mi ha spinto a partecipare la voglia di conoscere nuove persone, ma anche la curiosità di provare una nuova esperienza, anche perché mi avevano detto che era un’esperienza molto bella.
Che tipo di attività hai svolto durante la manifestazione e quanto pensi che questa esperienza possa essere stata formativa?
Ho svolto l’attività nella squadra volante e ho distribuito volantini. Questa esperienza mi ha arricchito molto, mi sento cresciuto, perché ho avuto una responsabilità e l’ho portata a termine.
Quali aspetti ti hanno colpito di più, positivamente o negativamente? Se vuoi puoi ricordare un episodio che ti è rimasto impresso.
Mi ha colpito molto l’organizzazione dello staff e anche l’alto livello, da qualsiasi punto di vista, di questo festival. Non ho un esperienza in particolare, però ho tantissimi bei ricordi. La rifarei altre cento volte.
In che modo convinceresti un tuo coetaneo dubbioso a partecipare al festival come volontario?
Gli direi che è veramente molto divertente e che ti permette di crescere sotto ogni punto di vista.
Che idea della cultura ti ha trasmesso la manifestazione e cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa?
Grazie a questa esperienza, ho imparato a conoscere la mia città e tutto il suo potenziale.

PIETRO BENELLI
Cosa ti ha spinto a partecipare come volontario al festival?
L’opportunità di frequentare un piacevole ambiente culturale, la possibilità di poter sfruttare il mio diploma documentando i vari eventi del festival e l’opportunità di investire il mio tempo libero in modo costruttivo e piacevole.
Che tipo di attività hai svolto durante la manifestazione e quanto pensi che questa esperienza possa essere stata formativa?
Fotografo squadra volante, consegna palloncini, sorveglianza alle mostre, informazioni.
L’esperienza e’ stata formativa, ma non molto, perché essendo il 3°anno già sapevo come fare e cosa, ma sicuramente utile e piacevole.
Quali aspetti ti hanno colpito di più, positivamente o negativamente? Se vuoi puoi ricordare un episodio che ti è rimasto impresso.
La partecipazione, la quantità e l’interesse delle persone che hanno partecipato.
In che modo convinceresti un tuo coetaneo dubbioso a partecipare al festival come volontario?
Più che convincerlo glielo proporrei, e se gli interessa, bene, altrimenti a me non cambia la vita se viene o no.
Che idea della cultura ti ha trasmesso la manifestazione e cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa?
Quando faccio una cosa che mi interessa  la faccio con tutta la mia energia e impegno, ero così concentrato sul “lavoro” come volontario e a godermi l’esperienza, che non saprei rispondere.

VALENTINA ROSSI
Cosa ti ha spinto a partecipare come volontario al festival?
Ho partecipato al festival sia nel 2011 che nel 2012 e penso di ripetere l’esperienza anche quest’anno.Ho deciso di partecipare dopo aver letto un articolo sul giornale “la Nazione”. Sono stata spinta  non solo dall’articolo  ma sopratutto  dalla possibilità di incontrare giornalisti e personaggi di un certo calibro e poterli ascoltare e imparare qualcosa da loro. Inoltre ho conosciuto altri ragazzi con cui ho legato e creato un legame intenso per la durata della manifestazione che ci ha permesso non solo di svolgere il nostro “lavoro” ma soprattutto di vivere l’esperienza positivamente e di divertirci. 
Che tipo di attività hai svolto durante la manifestazione e quanto pensi che questa esperienza possa essere stata formativa?
In entrambe le manifestazioni (2011-2012) ho svolto l’attività di fotografa e di volantinaggio. Credo che l’esperienza,sopratutto di fotografia, sia stata formativa ed inoltre è stata una soddisfazione veder pubblicate le mie foto !
Quali aspetti ti hanno colpito di più, positivamente o negativamente? Se vuoi puoi ricordare un episodio che ti è rimasto impresso.
Partecipare è stata un esperienza positiva (altrimenti non avrei collaborato nuovamente) perché come ho detto prima ho avuto la possibilità di incontrare personaggi di un certo livello, inoltre ho conosciuto molti ragazzi con cui ho condiviso tre giorni molto interessanti. Abbiamo fatto di tutto come girare per la città pieni di palloncini arancioni per poter allestire al meglio la manifestazione.
In che modo convinceresti un tuo coetaneo dubbioso a partecipare al festival come volontario?
Il primo anno ho partecipato con una mia amica e l’anno seguente ne ho convinte altre alle quali ho detto non solo della possibilità di incontrare persone famose e di poter assistere in prima fila ai loro convegni  ma anche di poter vivere un’esperienza differente incontrando altri ragazzi, ed inoltre di poter assistere a concerti di cantanti come Elio e le storie tese e Fiorella Mannoia! Inoltre credo che noi tutti dovremmo avere un senso “patriottico” per la nostra città, infatti più persone partecipano alla manifestazione migliore sarà il risultato finale della stessa ma anche del nome della città. Dobbiamo credere in questa città e cercare di farla rifiorire visto che abbiamo un patrimonio unico al mondo.
Che idea della cultura ti ha trasmesso la manifestazione e cosa è cambiato nel tuo rapporto con questa?
La manifestazione permette a tutti di poter assistere a convegni interessanti su molti argomenti ai quali difficilmente si parteciperebbe. il fatto di organizzarli nelle piazze ed in mezzo alla gente permette di rendere tutti parte di un progetto. Tutti si fermano, ascoltano, fanno domande. La manifestazione permette la nascita di fili e ponti tra culture differenti, è questa l’idea culturale che mi ha trasmesso. Ogni paese grazie alle sue tradizioni e alla sua cultura  può far migliorare un altro e viceversa.