Con-vivere 2019 – FORMAZIONE

14 edizione – 5-6-7-8 settembre 2019

Dopo aver affrontato il tema del “lavoro”, il festival intende focalizzarsi, su un ambito a quest’ultimo strettamente connesso: quello dell’educazione, considerata però in un senso più globale, per cogliere il quale ci viene in aiuto il termine greco paideia. Questa parola racchiudeva l’ideale classico dell’educazione, ma con un significato più ampio di “formazione dell’uomo”, considerato nella sua dignità e nella sua complessità di persona e di cittadino. Nell’epoca attuale, questo tema risulta di particolare urgenza, alla luce del processo di trasformazione a cui l’essere umano è sottoposto e dunque della necessità di ripensarne il percorso educativo. In tal senso, ripercorrere alcune tappe decisive del tragitto storico può essere utile per comprendere come l’uomo e il suo processo di crescita siano stati di volta in volta intesi e per definire una scacchiera su cui anche la riflessione attuale può muovere i propri passi.

La paideia greco-classica, l’humanitas romano-latina, la perfectio cristiano-medioevale, la dignitas hominis umanistico-rinascimentale e la Bildung del Neoumanesimo tedesco fra Sette e Ottocento costituiscono le periodizzazioni che fanno da sfondo alla storia dell’Europa, ripensata a partire dai suoi umanesimi pedagogici.

Arrivati all’oggi, occorre innanzitutto partire dal riflettere su come i media e le tecnologie digitali stanno cambiando (e ancor più cambieranno) la società della conoscenza. In un contesto del genere, le risposte ‘classiche”, che confinavano l’investimento in conoscenza in luoghi e tempi delimitati (la ricerca, da un lato; l’istruzione, dall’altro) non sono più sufficienti. L’apprendimento ha da essere continuo, ma soprattutto deve essere diluito nel vissuto e nel lavoro quotidiano.

L’accessibilità delle conoscenze tramite internet pone, inoltre, l’accento sul fornire gli strumenti e le competenze per la selezione e la gestione dei flussi di informazione. I nuovi media, smartphone, tablet, che oramai sono parte integrante della vita di bambini e adolescenti, sono strumenti dalle grandi potenzialità: offrono opportunità di crescita senza precedenti, ma che vanno utilizzati con responsabilità.

Lo sviluppo tecnologico interroga il modo di intendere la formazione dell’uomo oggi, anche da un altro punto di vista altrettanto urgente e decisivo. Una volta che i nuovi dispositivi dotati di Intelligenza Artificiale sono diventati sempre più capaci di ‘apprendere’ e di ‘prevedere’, l’uomo si limiterà a diventare il “braccio”, l’esecutore, di un logos artificiale molto più capace di lui nell’elaborare informazioni e prendere decisioni in campi diversi?

Se il lavoro umano non manterrà un margine insostituibile di intelligenza, emotività e creatività rispetto ai dispositivi automatici e se gli individui e se le società non saranno capaci di auto-sovvertirsi per far fronte alle nuove tecnologie, il lavoro finirà per perdere il ruolo svolto per millenni e le società correranno il rischio di sgretolarsi, lasciando indietro chi non sarà capaci de entrare in occupazioni incentrate sulla conoscenza. Il rischio maggiore, per ora soltanto teorico, sarà però quello di diventare appendici stupide di macchine intelligenti.

Remo Bodei