Carmi – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti Canova, il viaggio a Carrara, un’esplorazione inedita tra scultura e tecnologia

parco della Padula – Via Sorganao, 42 – Telefono 335 1047450
carmi.museo@comune.carrara.ms.itwww.musei.carrara.ms.gov.it
Da martedì a domenica 11.00-19.00 (lunedi chiuso).
7 settembre anche 21.00-23.00
BIGLIETTI:
€ 5,00 intero singolo museo
€ 3,00 ridotto singolo museo
€ 10,00 biglietto cumulativo Museo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche e CARMI
€ 6,00 biglietto cumulativo ridotto Museo Civico del Marmo, Centro Arti Plastiche e CARMI
Ingresso ridotto: studenti, over 65, comitive composte da oltre 10 persone e eventuali convenzioni con soggetti privati che si approveranno successivamente
Ingresso gratuito: per i bambini sotto i 6 anni di età, gli accompagnatori di comitive e i membri ICOM, guide turistiche, giornalisti e per tutti i visitatori la prima domenica di ogni mese. E’ facoltà dell’Amministrazione prevedere giornate di apertura gratuita in occasione di particolari iniziative.

Ingresso gratuito nei giorni del festival

Il Museo ospita al piano nobile la mostra permanente incentrata sulla figura di Michelangelo. Carrara, Michelangelo e il marmo sono i tre protagonisti che costituiscono il trait d’union delle 6 sale tematiche del piano in un percorso che con riproduzioni, quale il Mosè in scala 1:1 e il David che prende vita attraverso un suggestivo ologramma. A questi si aggiungono video, pannelli informativi, fotografie, stampe fac-simili e documenti storici dall’Archivio di Stato di Massa, capaci di esplicitare le implicazioni dell’artista con la città e il suo marmo. Tali fondamentali implicazioni professionali e biografiche vengono declinate nelle sale secondo le singole discipline del famoso ‘paragone delle arti’: pittura, scultura e architettura, si arriva poi al contemporaneo e al valore d’ispirazione che Michelangelo ha sugli artisti di oggi.
Il piano terra rialzato pensato per le mostre temporanee al momento ospita una sezione di approfondimento sulla storia della villa e della famiglia Fabricotti e e all’esposizione, che si rinnoverà annualmente, di alcuni gessi dalla Collezione Lazzerini di proprietà della Scuola del Marmo di Carrara, e dalla gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti di Carrara.

Il Parco della Padula, il cui nome deriva dai ristagni del torrente Gragnana, nasce come area agricola. Nei primi decenni dell’ottocento fu acquisito da Domenico Andrea Fabbricotti, della famosa dinastia di industriali e commercianti di marmo di Carrara e fu attrezzato come podere con casa padronale e cinque casamenti rurali.
Nel 1879 iniziò l’edificazione della villa in stile neorinascimentale , su progetto di Vincenzo Micheli: tre piani fuori terra, con pianta a croce greca e balcone con timpano recante lo stemma di famiglia (una torre con cornucopia in capo).
Il parco risente dell’ influenza del gusto anglosassone del proprietario Bernardo Fabbricotti, che proprio a Londra curava gli interessi della famiglia. E’ allora che il parco assume le caratteristiche di un giardino all’inglese con prati, alberi di pregio, qualche elegante gazebo e il monumento con il busto del fondatore di quell’angolo di paradiso, Domenico Andrea Fabbricotti. Nel 1890 l’opera viene completata con un nuovo accesso che, di fatto mette in ombra quello della via di Sorgnano: l’Ingegner Leadro Caselli progettò l’ingresso/guardiania a forma di castello medioevale in mattone sulla strada per Gragnana, più pratico e vicino alla città e ai suoi nuovi assi viari.

Mostra temporanea: Dall’1 agosto 2019 al 10 giugno 2020, CANOVA. Il viaggio a Carrara. Un’esplorazione inedita fra scultura e tecnologia. Un approfondimento su Antonio Canova (1757-1822) e il suo rapporto privilegiato con la capitale internazionale del marmo, mettendo per la prima volta in dialogo preziosi bozzetti, gessi e documenti originali del grande scultore Neoclassico conservati presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara e uno spettacolare percorso multimediale dedicato all’esplorazione dell’intera vicenda canoviana, narrata al pubblico dalla voce di Adriano Giannini e le musiche dal violoncellista Giovanni Sollima.