Il carcere e la pena
Venerdì 06 settembre 2024
18:30
Bruna Dighera, Ivo Lizzola
L’incontro e il dialogo
Modera Monica Leoncini La Nazione

Bruna Dighera

Psicologa e psicoterapeuta, mediatrice penale, formatrice in ambito sociale e socio-sanitario, opera da tre decenni nell’area delle dipendenze nei servizi sanitari pubblici. Si è formata in ambito psicologico giuridico e ha collaborato con il Prof. Gaetano De Leo presso l’Università La Sapienza di Roma e l’Università degli Studi di Bergamo. Si è occupata di devianza e criminalità a vario titolo e in vari ambiti, tra i quali le carceri, in collaborazione con il Ministero della Giustizia come esperto psicologo ex art 80 O.P. e le comunità terapeutiche con l’Associazione Comunità Il Gabbiano nelle attività di supervisione e formazione delle equipe. Su questi temi ha pubblicato articoli e contributi scientifici. Dagli inizi degli anni Novanta ha sviluppato l’interesse per la Restorative Justice, dal 2018 è Membro del European Forum for Restorative Justice e dal 2019 del Working Group on Restorative Cities del EFRJ. Ha partecipato a fondare "L’Innominato", tavolo lecchese per la Giustizia Restorativa e ne segue le attività e le pratiche.

Ivo Lizzola

Professore ordinario di Pedagogia sociale e di Pedagogia della marginalità e del conflitto e della mediazione presso l’Università di Bergamo. È impegnato da anni in attività sociali, formative e di ricerca nelle realtà della vulnerabilità sociale, del disagio esistenziale, della sofferenza e della cura, della giustizia riparativa. Tra le sue pubblicazioni: La scuola prigioniera, l’esperienza scolastica in carcere (2017, con S. Brena e A. Ghidini); Sull'Educare. Omaggio a don Lorenzo Milani (2018); La giustizia riparativa: psicologia e diritto per il benessere di persone e comunità (2019); Un senso a questi giorni. Conversazione con Pierluigi Mele (2020); Oltre la pena. L’incontro oltre l’offesa (2020); Aver cura della vita: dialoghi a scuola sul vivere sul morire (2021); In tempo d'esodo. Una pedagogia in cammino verso nuovi incontri intergenerazionali (2023); Il lavoro nelle comunità. tra vita quotidiana e profezia (2023).


Il carcere e la pena

L’esperienza della pena attraversa l’esistenza di molte donne e molti uomini. C’è una pena che viene arrecata con gesti d’offesa e ingiusti, una pena sofferta per ciò che si è subito e una pena cui si è costretti, condannati, come esito di un reato. La pena segna certo la perdita dell’innocenza, eppure uomini e donne non innocenti sono capaci di riscattarsi, di rigenerare legami, di vegliare e di iniziare di nuovo. Lo fanno attraverso tessiture personali ed esistenziali, attraverso difficili passaggi nell’esecuzione penale, nella sofferenza, nella cura. I luoghi della giustizia e la nostra convivenza sono capaci di aprire e sostenere percorsi esigenti perché questo sia esperienza, possibilità diffusa?