Il festival e il suo significato

Il festival e il suo significato

Ogni anno un tema su cui riflettere

Con-vivere, il festival sull’interculturalità, nasce nel 2006 e si svolge ogni secondo weekend di settembre nel centro storico di Carrara.

Il festival è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ed organizzato dalla sua Società Strumentale Fondazione Progetti S.r.l.

Sotto il Patrocinio della regione Toscana e della Provincia di Massa Carrara si avvale della collaborazione attiva di un Comitato costituito da Comune di Carrara, Camera di Commercio, Accademia di Belle Arti e Fondazione Marmo. Nelle ultime edizioni ha visto, fra l’altro, il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica.

Il Professor Remo Bodei ne ha curato la direzione scientifica per ben 14 anni.

Ogni edizione affronta un tema, guardando alle più attuali e cruciali questioni legate alla convivenza fra identità culturali, religiose e politiche, la cui problematicità è simbolicamente indicata nel simbolo dal trattino che separa il “con” dal “vivere”. È il trattino che fa la differenza e pone con ciò l’accento sulla problematica del fare comunità e del vivere in concordia. Parlare di con-vivere significa confrontarsi inevitabile con le mille culture che abitano le nostre singole vite e le nostre comunità (piccole o grandi che siano), vuol dire riflettere sul nostro essere nel mondo, guardare al passato e al presente per riconciliarci con la realtà e progettare il futuro. In questa direzione: “[…] le città come Carrara possono diventare un laboratorio sperimentale di nuove forme di convivenza, in un mondo globalizzato, dove si incrociano mentalità, religioni, usanze e leggi diverse” (Remo Bodei, in occasione di con-vivere 2006, Città territorio culture).

 

IL TEMA DELLA VI EDIZIONE: CURA

La parola “cura” è diventata oggi centrale in ragione dell’emergenza sanitaria associata alla pandemia. Anche la situazione odierna ci ha tuttavia mostrato come il covid non abbia sconvolto e chiamato in causa solo il settore sanitario. Non si tratta solo di “terapia”, ma si è posta a più livelli e in più ambiti la necessità di nuove mappe mentali con cui leggere e comprendere il presente a tutti i livelli, avendone appunto cura per garantire il futuro.

Cura è assieme preoccupazione, sollecitudine e azione positiva rivolta non solo alla dimensione fisica. È presa in carico di ogni aspetto dell’essere umano nella sua interezza e del mondo che lo circonda. Andando più in profondità la cura va riconosciuta come espressione della fragilità e della finitudine costitutiva della natura umana, in quanto quest’ultima si presenta come definita da una condizione di mancanza e di dipendenza che ci riguarda tutti e che ci espone costitutivamente al bisogno di cura. La dimensione della cura, che è stata nel tempo più spesso associata e identificata con la sfera del femminile e del materno, è alla base della solidarietà umana, come attenzione all’altro e come presa in carico dei suoi bisogni e della sua fragilità. In questa direzione, la cura dell’altro è, per così dire, intrinsecamente collegata alla cura di sé: non si ha davvero cura di se stessi se non si ha cura degli altri.

La cura è, dunque, una vocazione propria dell’essere umano (anche se la troviamo in nuce in molti altri animali) che viene messa in opera nei legami personali, familiari, amicali, ma anche nella sfera pubblica e politica, dove la dimensione del diritto ha bisogno di essere integrata e agganciata al senso del rispetto, della solidarietà, della responsabilità e della dignità in particolare nei confronti dei soggetti più deboli, di chi riceve ed è bisognoso di azioni di cura. Includendo e al contempo andando oltre la dimensione della comunità, l’attitudine alla cura si estende sino a comprendere l’intero pianeta, la cui vivibilità per le generazioni future è messa in pericolo proprio dall’incuria umana. La cura si esplica pertanto anche nell’impegno volto a conservare e proteggere il pianeta, un impegno che deve avvenire a tutti i livelli, per gli organismi, per le popolazioni, per le specie e per gli ecosistemi, salvaguardando la diversità biologica e culturale.

Telmo Pievani
Consulente scientifico XVI edizione

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