Il festival e il suo significato

Il festival e il suo significato

Ogni anno un tema su cui riflettere

Con-vivere, il festival sull’interculturalità, nasce nel 2006 e si svolge ogni secondo weekend di settembre nel centro storico di Carrara.

Il festival è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ed organizzato dalla sua Società Strumentale Fondazione Progetti S.r.l.

Sotto il Patrocinio della regione Toscana e della Provincia di Massa Carrara si avvale della collaborazione attiva di un Comitato costituito da Comune di Carrara, Camera di Commercio, Accademia di Belle Arti e Fondazione Marmo. Nelle ultime edizioni ha visto, fra l’altro, il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica.

Il Professor Remo Bodei ne ha curato la direzione scientifica per ben 14 anni (dal 2006 al 2019).

Ogni edizione affronta un tema, guardando alle più attuali e cruciali questioni legate alla convivenza fra identità culturali, religiose e politiche, la cui problematicità è simbolicamente indicata nel simbolo dal trattino che separa il “con” dal “vivere”. È il trattino che fa la differenza e pone con ciò l’accento sulla problematica del fare comunità e del vivere in concordia. Parlare di con-vivere significa confrontarsi inevitabile con le mille culture che abitano le nostre singole vite e le nostre comunità (piccole o grandi che siano), vuol dire riflettere sul nostro essere nel mondo, guardare al passato e al presente per riconciliarci con la realtà e progettare il futuro. In questa direzione: “[…] le città come Carrara possono diventare un laboratorio sperimentale di nuove forme di convivenza, in un mondo globalizzato, dove si incrociano mentalità, religioni, usanze e leggi diverse” (Remo Bodei, in occasione di con-vivere 2006, Città territorio culture).

 

IL TEMA DELLA XVII EDIZIONE: TRACCE

Che cosa significano le impronte di mani sulle pareti di una caverna? L’idea che tutto quello che non si capisce debba avere un significato religioso ci suggerisce che abbiamo a che fare con i residui di un rito. Ma perché non immaginare una madre preistorica che dice ai figli “smettetela, non vedete che sporcate il muro!” In entrambi i casi avremmo a che fare con delle tracce, volontarie. Più in là, nella caverna, residui di cibo e punte di freccia sono tracce involontarie, che testimoniano di una vita passata. Più in qua, nel tempo, abbiamo le piramidi e i papiri coperti di geroglifici, i codici e le pergamene, le biblioteche barocche e poi quei grandi centri di produzione e distribuzione di documenti che sono le banche e le anagrafi, le borse e gli stati maggiori, i giornali e i governi. Da pochi decenni, però, quella enorme forza di registrazione che è il Web ha moltiplicato al di là di ogni limite umanamente concepibile questa biblioteca di Babele perché con il digitale, diversamente che con l’analogico, tutto lascia traccia e tutto può divenire documento. Di questo immenso capitale hanno sinora tratto profitto le sole piattaforme commerciali, ma, poiché si tratta di un patrimonio dell’umanità (i big data tengono traccia delle nostre forme di vita, e di nient’altro), può e deve essere condiviso dalla umanità intera, nel quadro di un Webfare, di un Welfare digitale. Raccontare le tracce antiche e moderne, comprenderne il valore, e soprattutto disegnarne il futuro, è l’obiettivo della edizione 2022 di Con-Vivere.

Maurizio Ferraris
Consulente scientifico XVII edizione